venerdì 31 maggio 2013

Made in Italia





La prima crisi d’identità di un popolo, il segnale della fuga dall’appartenenza a una nazione si dimostra rifiutando la propria lingua



Il disamoramento degli italiani dall’Italia si rende manifesto, prima ancora che dal quadro politico, proprio da questo lampante fattore: gli italiani infatti, storicamente profondamente ignoranti della lingua inglese, esprimono  proprio in inglese sempre più vocaboli, siano essi  comuni oppure tecnici


Se una domestica parla di “gossip” anziché di pettegolezzo, se un ministro, ancorchè di sinistra, parla di “welfare” rivolgendosi ad un anziano, quando quasi tutti i neologismi “devono” possedere una matrice anglosassone, ecco allora dimostrato che l’uomo italiano, dall’Italia, vuole fuggire

La nazione è sfatta, Garibaldi se ne faccia una ragione


Ticket, spread, vintage, look, mouse, spending review. Per quale motivo utilizzare termini forestieri? Quale fuga mentale si cela in questo atto di comunicazione?


Il fatto preoccupa ancor più in un’economia in cui della nazione si è fatto brand: “Made in italy”, marchio popolarissimo ma contradditorio, che  già in sé confessava una visione di breve periodo: “Fatto in Italia” sarebbe stato più lungimirante.


Anche perché all’estero amano  tanto la lingua italiana. Mica sono italiani


Bye bye

2 commenti:

Unknown ha detto...

In un mondo che si muove veloce e che permette comunicazioni oltre i confini geografici, non c'è da stupirsi dell'uso inflazionato di termini esterofili. L'importante sarebbe, pur nell'apertura al nuovo e al diverso, conservare un amor proprio per le peculiarità del patrimonio artistico culturale da cui siamo permeati.
Non posso salutarti con un bye, bye!
ciaoooo

Il Riccio ha detto...

Trovo che in Italia questo fenomeno sia caratteristico: in Spagna il mouse si chiama "raton". Della Francia non faccio neanche esempi. In Germania si parla tedesco. E son tutti luoghi dove il cittadino medio conosce l'inglese meglio che in Italia. Quì da noi... Ripeto: nel linguaggio, e quindi nella lingua c'è tanta psicologia. Vi si celano tantissimi segnali importanti! Grazie della tua opinione :)

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