venerdì 1 marzo 2013

Se la moda è fuori moda


Già.. Nel momento in cui i prodotti son sempre più personalizzati ognuno fa la sua moda. Contraddizione in termini visto che, in statistica, per moda s’intende la modalità (o la classe di modalità) caratterizzata dalla massima frequenza..

Il nostro animale sociale, cambiato il senso di società grazie ai nuovi mezzi per fare società, cerca di ricrearsi un ruolo distinguendosi nei comportamenti, ed i consumi ne sono lo strumento. Cresce la tendenza alla co-creazione, ognuno stilista di sé stesso, ciascuno guru della propria moda. Dalla moda si passa allo stile

Co-creazione? Produrre, o meglio realizzare prodotti con quelle aziende che dialogano con il loro pubblico. Questo grazie al 2.0 la possibilità che oggi abbiamo di intervenire e commentare in rete. Ma attenzione questa non è affatto una moda. E’ solo la più imponente evoluzione che la società abbia mai vissuto, e che sconvolge per la sua impressionante rapidità

Poi si va ben oltre le aziende. Vogliamo parlare del baratto? Non ce n’è bisogno, lo sapete già
I social network nella loro funzione di aggregatori diventano degli elementi per distinguersi. Il “like”  fa moda ma è una moda che dura lo spazio di un amen. Il quarto d’ora di celebrità profetizzato da un certo Andy Warhol

Inesorabile la tendenza al meticcio: figlio naturale della globalizzazione, fondere stili, culture, condotte diverse diventa naturale e stimolante. Cambiano anche i ritmi e i tempi. Ma il tempo va di moda? Uhm, sto divagando...

Il meticcio allora, il patchwork. Assumere tratti da culture diverse ed assemblarli a seconda della funzione e della situazione d’uso. Vai tu, azienda, a prevederle

Ma le industrie devono producono in grandi quantità, è insito nel loro pensare di avvalersi di quel comodissimo strumento che è la moda. Troppo facile, non funziona più così

Ecco la crisi: perché la moda è fuori moda

Omaggi alla signora

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