venerdì 16 settembre 2011

Dalla struttura all'infrastruttura









È proprio il momento del piccolo. Dopo gli anni ‘70 con il loro slogan 'piccolo è bello', fasullo quanto il detto che pestare una cacca porti fortuna, ecco che quella che sembrava un’utopia si avvicina alla realtà

Il piccolo come via di fuga dalla gigantesca crisi, come “si salvi chi può”. Una nuova glaciazione economico finanziaria fa strage dei mammuth troppo lontani dalla realtà per lasciar sopravvivere le entità piccole e flessibili, capaci di adattarsi e mutare rapidamente. Diversi segnali forti confermano la tendenza

Unica condizione: piccolo sì, ma sempre connesso con altre entità grazie ad un'infrastruttura reticolare. Con la forza di un branco di piccoli piranha, insomma. Gli esempi sono risaputi, e sorprendenti sia per rapidità che per efficacia del risultato

Il piccolo ambulante tunisino suicida per protesta ha fatto saltare le grandi dittature di una mezza dozzina di stati arabi

La piccola Islanda che, infischiandosene dei “monstre” come l’FMI si è riorganizzata sia finanziariamente che politicamente e stanno tornando ad una serenità insperata

I piccoli sport, che riprendono ad essere oggetto d’interesse a discapito degli sport maggiori in crisi di valori, calcio in primis, tenuti in vita solo da interessi economici imponenti e dalla passione tifosi sempre meno numerosi

Sono in crisi i grandi partiti, le grandi ideologie, le grandi strutture

Crescono in maniera esponenziale solo le grandi reti

Dalla struttura all’infrastruttura, insomma

Io la penso così.
Certo, nel mio piccolo.

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