mercoledì 29 giugno 2011

C'era una volta il marketing









Raccontare storie è il metodo più efficace per descrivere una marca perché riesce a trasmettere, in modo piacevole, il suo “tessuto narrativo






Sì, la trama del racconto che la marca s'impegna a offrire, in pratica il motivo per cui preferire una marca ad un’altra






Sostanza o forma? Prodotto o comunicazione? Attenzione, la qualità del prodotto rimane la base, senza qualità il racconto è solo una bugia una presa in giro, è il carburante perfetto per infiammare un disastroso passaparola negativo









Ma ricordiamo anche che il prodotto non è mai “buono” di per sé, bensì dev’essere “adatto” alla persona che lo usa. Individuare il giusto target è importante, quindi, quanto creare un giusto prodotto e quest’attività nasce dalla giusta comunicazione. Ma voltiamo pagina







La comunicazione passa allora da didascalica a narrativa, da informativa a seduttiva, da logica ad emozionale. Perché? Tutti oggi comunichiamo, soprattutto per iscritto. Abbiamo talmente tanta voglia di narrare, di raccontare, che non appena ne abbiamo occasione subito scateniamo le nostre tastiere. Tutti a scrivere e nessuno a leggere, si dice spesso. Ahimè, credo sia proprio vero: consideriamo quanto scriviamo oggi rispetto a dieci anni fa? O quanto scrivevano i nostri padri rispetto ai nostri figli? Le proporzioni appaiono spaventose, e noi decidiamo dalle prime frasi se continuare o meno la lettura, o comunque l’ascolto. Altrimenti “cambiamo canale”





La fiaba, allora. La narrazione è una comunicazione coinvolgente, ti fa sentire all’interno della storia, ti rende partecipe. Hai presente quando da bambini ci dicevano: “adesso vi racconto una storia”. Gli sguardi si intrigavano, si abbassavano le voci e ci si disponeva all’ascolto tutt’insieme






Il bambino che c’è in noi, che alcuni chiamano “cervello rettile”, si comporta proprio così ed apre le orecchie e soprattutto il cuore. Si prepara per farsi suggestionare, rapire dal racconto







Diventa complice e decide senza razionalizzare. Una marca che fa come l’antico nonno, cattura la fiducia e la fedeltà, avvicina quindi alla cocreazione del prodotto, che sappiamo genera il massimo della soddisfazione insieme al passaparola




Come funziona lo storytelling? La chiave della narrazione sta nello stimolare tutti e cinque i sensi. Si obietterà che non sempre è possibile far sentire dei profumi per iscritto. Acqua… Li si può descrivere, così come i sapori, i suoni, e tutto ciò che accresce la rappresentazione dell’esperienza che si vuol condividere






Altri, per rendere le idee memorabili e convincenti, si rifanno ad un felice acronimo: SUCCES, ovvero Simple, Unexpected, Concrete, Credibility, Emotion e… Stories




Ma soprattutto, la molla che fa scattare l’attenzione, sin dall’inizio della storia, è la “mancanza”. Il bisogno, il desiderio, la necessità di colmare una lacuna




D’altronde: la persona felice non ha bisogno di nulla. Oppure ha appena trovato ciò che le mancava


E vissero tutti felici e contenti


Tx also to Tagliaerbe

mercoledì 15 giugno 2011

Uomo dell'anno










L’uomo dell’anno questo mese è Paolo Fresu



Che uomo, che musicista, che sardo
Un artista di altissimo livello, una persona di gran profilo






Geniale, sensibile, umano: di quelli che ancora salutano per primi. Roba fine..





Insomma, si parla di uno dei più grandi trombettisti del mondo, isole comprese




Leggero, fresco, ma ricco di accenti come un Vermentino della sua Gallura, muove le sue note da Berchidda e le soffia per l’infinito pianeta del jazz. Un viaggio lungo e variopinto. Ha suonato con centinaia di grandi e grandissimi nomi, ma mai ha disdegnato i nomi piccoli. Un signore di campagna




Quest’anno Paolo compie cinquant’anni e li festeggia nel miglior modo in cui un artista possa fare cioè con un progetto ricco di significati: "Cinquant’anni suonati" (bellissimo) è infatti un ciclo di 50 concerti, consecutivi, regalati ad altrettanti paesi della Sardegna





E’ il festeggiato, ed offre lui: 50 concerti gratuiti, e siccome gli amici non gli mancano saranno concerti tutti diversi, con ospiti sempre differenti, ma sempre di altissimo livello: dal fisarmonicista Richard Galliano al pianista Stefano Bollani, dal cosmopolita Uri Caine alla milanesissima Ornella Vanoni, dal comico Benni ai mistici Cuncordu di Santulussurgiu





Dove: nelle arene, nei palazzetti, negli auditorium? Non stoniamo: saranno tutti spazi simbolici e non convenzionali, per indurre alla scoperta di nuovi luoghi meravigliosi ma trascurati:
Aree archeologiche (Paulilatino), chiese (Gavoi), musei (Orani). Ad Allai suonano nella“Casa sull’albero”. Fischia..



E' una persona che ha migliorato il mondo. Il Riccio è fiero di nominarlo uomo dell’anno
Paole': a vederti suonare in cento posti e più.





giovedì 9 giugno 2011

Un'idea buona buona














Nella nuova scala dei valori di Maslow appare un bisogno tutto speciale, ma tanto speciale da arrivare dritto al vertice: è il bisogno di trascendenza



Esso appare in una società in cui i bisogni primari sono spudoratamente soddisfatti, appagati, banalizzati. Fame, sete, temperatura… in questa società dalla coscienza in imbarazzo, emerge il bisogno di soddisfare i bisogni… degli altri. Non ti capita?


Ben & Jerry, storica gelateria americana fondata da due fricchettoni dallo sguardo lungo, allo sbarco in Italia adottano questa strategia di marketing: hai un’idea che faccia bene al mondo? Noi ti finanziamo. Grandioso quanto semplice



Progetti di senso, li chiamerei. E qui il senso c’è, scevro da ipocrisie: se me la proponesse la solita multinazionale del profitto, il progetto puzzerebbe di elemosina interessata, di pubblicità a basso costo. Ma la storia dei due hippies non lascia spazio a dubbi, in America son ben noti e viene confermata da un fatto: il gelato è proprio buono, sia dentro che fuori e, a proposito di etica, questo non è un dettaglio



Quindi? Come recita il sito: “se sei un'associazione, una cooperativa sociale, una fondazione, una ONG, una Onlus o semplicemente una start-up il cui obiettivo è quello di rendere questo mondo migliore, bene, sei nel posto giusto!” Sono ammesse anche le imprese, il profitto non è un peccato Basta che adottino delle politiche “di utilità sociale e di interesse generale”




Per esempio: “Promuovi lo sviluppo locale e adotti valori quali la giustizia sociale.. Sei un'impresa che coinvolge direttamente i lavoratori nella gestione o lavori nelle pari opportunità, o combatti le disuguaglianze? Ben and Jerry's è pronta a farti una donazione, un piccolo ma prezioso incentivo alla tua attività per non farti mollare!”



Concetto giusto. E’ importante il soldino, ma ancor più la motivazione. Ed un premio, di motivazione, ne dà tanta. Il contributo è infatti solo di 2000 euro per ciascuno dei 25 progetti “vincitori” nulla di… trascendentale. Ma le medagliette anche se di cioccolato, hanno un potere tutto speciale: quello di sviluppare il passaparola



L’agenzia è Viralbeat.

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