lunedì 16 maggio 2011

Passaparola negativo








Siamo in periodo di passaparola negativo. Eh, già!


In epoca di prodotti/mercati sempre più di nicchia il Pp negativo si riscopre eccellente sistema di comunicazione Perché?





Intanto la coda lunga: non esistendo più i prodotti di massa, avari di passioni, emergono quelli di nicchia, prodotti adorabili perchè tagliati su misura dei desideri di una persona. Così personalizzati da risultare inadatti a quasi tutti gli altri, talvolta addirittura detestabili



Già, un prodotto tanto particolare suscita sentimenti contrapposti, tipicamente l’amore e l’odio: io amo un certo prodotto e tu non lo sopporti. La nicchia, appunto



Realizzati su misura di poche persone, talvolta dalle stesse persone sulla propria misura sono i prodotti figli del 2.0, della co-creazione, del web. Non sono più per i “clienti”, ma per vere e proprie persone. Strano vero?



Il monologo impresa - cliente, muta e si evolve in dialogo persona – persona. Dal B2B e B2C al C2C e C2B. Troppo chimico? Ma no: è il rapporto Cliente-cliente oggi a creare la marca: come diceva qualcuno, la marca oggi è “ciò che la gente dice di lei


Bene! E il passaparola negativo? Se un prodotto è inviso a molti, molti ne parleranno male, ed in più con l’energia di un discorso di critica, piuttosto che con il tepore di un dialogo di approvazione. I dissenzienti amanti del prodotto verranno comunque raggiunti con maggiori probabilità



I casi di probabile successo: avete presente quel candidato milanese che ha fatto affiggere i manifesti Magistrati=BR? Bene, quello verrà sicuramente eletto. Perchè ha inviato un messaggio coerente con sé stesso, l’ha saputo mezzo mondo, e quindi ha rafforzato la sua reputazione in un numero di elettori sufficiente per essere rieletto. Non importa quanti ora lo vedano un pessimo amministratore



Probabile insuccesso: sempre elezioni milanesi, e me ne scuso: Moratti – Pisapia. Lì la vedo male per la Moratti, il candidato ha trasmesso un messaggio incoerente col suo stile. Il passaparola negativo non sarà costruttivo anche perché un sindaco è un prodotto di massa, non di nicchia come un semplice consigliere



Caso dubbio: IKEA e la famiglia gay. Al passaparola ci ha pensato il ministro Giovanardi, con l’uscita che tutti saprete, ripresa dai giornali di tutta Italia. Ma il potenziale cliente Ikea è bigotto? Se no lo fosse, sarebbe un ottimo colpo per l’Ikea. In caso contrario no





Ma essendo che il marketing all’Ikea non gliel'insegno certo io, credo che sarà un buon colpo
Ma non ditelo a nessuno

L’immagine del titolo è di Jole Serreli

2 commenti:

Pino Moi ha detto...

Se ho ben capito, Andrea, vale ancora la cara vecchia regola, parlate male di me, purché nè parlate...oggi su facebook ho avuto un esempio tecnico di passaparola negativo, un troian...Ho cliccato su un msg in bacheca e questo si è sparso a macchia d'olio nella bacheca dei miei contatti, guarda caso scegliendo quelli con cui ho più relazione e che quindi potevano essere più portati a cliccare a loro volta...proprio la stessa cosa che accade quando le persone decidono di punire una marca o un prodotto!

Il Riccio ha detto...

Beh... che dire: certo è una forma di passaparola, sebbene concettualmente distante da quanto desidero esprimere io.
Il punto è che per alcuni prodotti il Pp negativo è deleterio, per altri funziona benissimo. Quali? Per i prodotti edonistici e trasgressivi, che non soddisfano bisogni ma desideri, per i quali l'adrenalinico rischio vale più della monotona sicurezza

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