venerdì 11 marzo 2011

Dal rubare al condividere





Dal rubare al condividere

Bella evoluzione, no?
Meno fuorilegge del furto, talvolta addirittura legale, la condivisione ha in sé un'economia, un’etica, un’intelligenza che il furto neanche lontanamente possiede. E’ la we generation, bellezza
Il “noi” soppianta l’”io”, il pronome collaborativo lascia l’individuo in solitudine

E' economico, perché condividere significa utilizzare un bene finché ti serve, poi te ne disfi. Aumenta la produttività del bene quindi, che non rimane inutilizzato per del tempo, riducendo i costi di stoccaggio, vera croce per tante aziende coll’antico pallino del justintime, come pure del pericoloso imboscamento della refurtiva

E' etico, perché consente ad altri l’utilizzo del bene a costi bassissimi. Ed è pure ecologico!

E' intelligente, perché è pigro. La pigrizia è il motore del progresso: avremmo noi inventato le macchine se non fossimo stati dannatamente pigri? I pigri sono i veri creativi, inventano geniali stratagemmi pur di lavorare meno, produrre di più e vivere meglio. Gli sgobboni si rimboccano le maniche e fanno. Per loro l’importante è fare, non raggiungere un benessere o un risultato. Loro, gli sgobboni, facendo non pensano, e così non hanno preoccupazioni

Condividere è quindi creativo, porta ad adattarsi ed esplorare nuove utilità
Condividere va oltre la fase della produzione, in sé faticosa e puzzolente. Ma ne abbiamo già parlato, di prodotti è talmente pieno che non sappiamo più dove smaltirli. Basterebbe riciclarli (creatività, appunto) o condividerli. Il consumo collaborativo non è più una novità ma un delizioso fenomeno in enorme espansione

Il trend è diventato moda, e quella moda è maturata e sta diventando un classico. Dalla condivisione di informazioni, cioè di tutto il digitale, alla condivisione di beni e servizi, di cui ormai tutto il mondo è pieno. Faccio esempi classici e collaudati, allora, non d’avanguardia: couchsurfing per gli alloggi, riciclaggio di beni, il credito commerciale tutto sardo. Un esempio di libro collettivo? Massì, che ci spiega meglio tutto il discorso..

Mi fermo qui: non devo certo scrivere tutto io
Bye bye

Condividi qui