lunedì 28 febbraio 2011

Marketing imprevedibile


Oggi azzardo una previsione. State già ridendo, vero?


Già: fare previsioni oggi espone al ridicolo La situazione da 10 anni in qua è imprevedibile e le vicende nordafricane delle ultime settimane lo confermano con forza bruta



E sottolineo settimane, non anni: granitici governi pluridecennali incendiati da una banale scintilla, innescata da un povero ambulante tunisino. In 30 giorni


Si noti che il riferimento alla potenza dei social networks e del concetto di citizen journalism, è implicito e solo incidentale


Tutto ciò sbatte in faccia una realtà ineluttabile a marketers, imprenditori e politici, a chi insomma deve fare delle previsioni il suo pane quotidiano: signori, si cambia. Come? La risposta è un punto di domanda


Non si prevede più, si vive alla giornata con l’unica certezza che domani sarà diverso


Le aziende si destrutturano ancor più, prima erano rigide, poi flessibili, adesso son proprio fluide, liquide


Aziende unicellulari formate anche da singole persone, da un mare di partite iva che continuamente si attraggono l’una all’altra e poco dopo si respingono per congiungersi a nuove unità che fanno al caso loro contingente
Un magnetismo permesso dallo scambio di informazioni, che consentono di conoscere cosa serve alla gente e chi può collaborare per produrglielo e consegnarglielo in cambio di un profitto. Anche sul termine profitto poi, si protrebbe discutere. Ma così cambierei argomento…

Le aziende sono allora consapevoli che il loro prodotto non può essere perfetto. Sarà anzi pieno di errori, ma modificabili, perchè che spetterà all'utilizzatore finale adattarlo alle sue esigenze particolari, che oltretutto cambieranno da momento a momento. Un prodotto non finito quindi, ma che la gente sarà in grado di finire da . Una personalizzazione di massa
Sperando..


A cent’anni!

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