venerdì 14 gennaio 2011

Dubito ergo sum












Tutti incerti, questa è l’unica certezza


Il passaggio dal 900 al 2000 non è indolore, ma è un dolore sopportabile



Non so se anche sostenibile, ma questo è un altro discorso


Il dubbio è il valore, oggi: mentre prima facevano profitto le aziende che avevano certezze, che pianificavano, oggi è il contrario. Vince chi è pronto a cambiare idea, ad adattarsi, a capire la gente ed adeguarsi


Zero struttura, fluidità. Incertezza. Agilità, meno uomini, più scimmie


Un po’ crudele per i dottori come me che hanno studiato il passato per organizzare il futuro..ma in fondo positivo, nel senso darwiniano del termine: non vince il più forte, ma chi si adatta. I piccoli mangiano il grande (poi magari scoppiano?)


Quante incertezze, figlie del cambiamento. Ma quanto stanno cambiando la famiglia, i valori, la politica, quindi l’economia?


Nel ‘900 vinceva l’impresa che dava risposte. Oggi quella che fa domande. Le giuste domande naturalmente e il problema non è semplice soprattutto per chi le domande non era abituato a farle e tantomeno ad ascoltare alcunché.

Non a caso le imprese straordinarie sono quelle dei venti-trentenni, internet nativi, mentre i quarantenni, abituati alla vecchia maniera, sono i più disorientati. Ohi..

Oggi l’azienda deve avere dubbi, deve sapere porli e saper ottenere le risposte dalla gente, arte ancora poco esplorata


L’organizzazione a questo punto può essere dannosa. Essa è struttura, rigidità. Via, non è più tempo


Difficile, vero? No, è troppo facile, e la cosa disorienta. Come passare dal pc al mac, io ci sto provando e non ci riesco. Pensate che idiota..


E ora non so come salutarvi

2 commenti:

Pino ha detto...

Ciao Andrea, bella e profonda riflessione(piena di dubbi)e che condivido in pieno.In termini un po' filosofici si potrebbe dire che ancora oggi, come al tempo dei greci, per le imprese e le persone sia più adatto il pensiero "problematico", rispetto alla logica 0/1 tipica del PC ( ma che attraverso Internet ha dimostrato di evolvere anch'essa...); purtroppo non vedo questo pensiero imporsi, per cui spesso in entrambi i campi - personale e professionale - si va avanti con le false certezze...

Andrea ha detto...

Vero, Pino. Il pensiero 0/1 è efficace ed efficiente, ma adatto solo in tempi di stabilità, di sicurezze.
Nei tempi incerti, di cambiamento, o "di crisi" come molti amano definirli, sta al pensiero creativo affrontare la situazione e scoprire i nuovi approcci per migliorare la qualità della vita. Questo pensiero non si impone, i tempi sono dominati, in politica ed in economia, da persone troppo anziane per rendersi conto della rivoluzione in atto ed accettare il cambiamento. E la mia generazione non ha saputo sostituirli. Che mio figlio mi perdoni... ma siamo ancora in tempo.
Grazie Pino

Condividi qui