giovedì 2 dicembre 2010

Dall'immagine alla reputazione








Identità o appartenenza?




Una dicotomia, forse.. cos’ha più valore oggi? Non chiedetemi i numeri, non ci credo più. Mi fido più delle sensazioni



Applicata al marketing l’importanza sta nel comprendere se creare prodotti che esaltino più l’individuo, l’identità, oppure la sua appartenenza, il gruppo
Immagino che di questi tempi valga di più l’appartenenza



L’era individualistica per antonomasia era quella degli anni ’80, Il profitto, il consumo, l’ego. Ora si cerca piacere nella collettività, quindi nello scambio. Ciò per tanti motivi, stimolati anche dalla crisi. Si noti che si tratta solo una tendenza, non una rivoluzione

Tuttavia la si avverte, e gli esempi sono in buona misura legati alle reti sociali, le attuali forme di tribu

Spetta poi all’impresa creare prodotti, servizi, emozioni per le quali le persone siano disposte a remunerarla. Come? Troppo facile chiedere denaro in cambio dell’appartenenza. Non funziona L’appartenenza è fatta di scambio, e si scambia con moneta simile

Che marca cerca allora la gente? Serve allora un nuovo tipo di immagine, che si trasforma in reputazione, la quale ha un significato simile ma molto più interiore che esteriore
Ricordiamoci che la marca prima era “una promessa di qualità costante”, oggi è “ciò che la gente dice su di lei”

Allora l’impresa come guadagna? Non mi incuriosisce. Mi interessa stimolare su com’è che una persona sta meglio, è più felice. L’applicazione pratica sta poi alla fantasia dell’imprenditore


Però registro che cresce l’uso del baratto. Esso già è una forma di scambio poco semplice, inoltre siamo talmente disabituati dall’usarlo che ci risulta ormai strana anche solo l’idea. Ma il baratto è in crescita, e il baratto richiede fiducia. Il baratto richiede reputazione
Il modo più rapido semplice, economico per costruire una reputazione
a quest’ora l’utilizzo dei social network

Identità o appartenenza? Forse sono uscito fuori tema..
Ciao

Andrea

Nessun commento:

Condividi qui