lunedì 27 dicembre 2010

Uomo dell'anno








Questo mese l’uomo dell’anno è Filippo Martinez



L’uomo che nel panorama mondiale ha dato lustro a qualcosa è il mio vicino di casa



Egli ne combina d’ogni cottura fin da siempre quindi cominciamo dal futuro: dal mese prossimo inizia un utilissimo Corso sulla prevenzione dell’idiozia, con personaggi di caratura Lattea come Giulio Giorello, Gianluca Nicoletti, Massimo Fini e Francesco Abate.
Leggere attentamente il foglietto illustrativo

Per l'11 si vocifera di una sua partecipazione alla Biennale di Venezia. Ma queste son piccolezze Personaggio cleptomane, antitetico e onomatopeico merita aggettivi che pur non corrispondendo al vero contribuiscono a dare colore al personaggio, trasparente come l’uva e quadrato come l’acqua


Ma l’opera più importante di Filippo andò in scena trent’anni fa, con una battaglia sociale che conobbe una sconfitta totale: cercò di salvare le Maschere della Sartiglia, l’antico Carnevale oristanese. Le maschere, contorno fondamentale di qualsiasi Carnevale serio! La festa più creativa del calendario, la festa 2.0 per antonomasia sacrificata per un défilé autentico come la Vernaccia di Sassari


Le maschere.. Ah, già: Confartigianato gli ha assegnato la Maschera d’argento. Coincidenze..


Cucù


domenica 19 dicembre 2010

Co-creazione di un senso






La marca fatta dalla gente
… o co-creazione del brand, come si usa in termini più trendy.. Che brand? Il senso, il significato che le si vuole attribuire. Più di una marca


Una tendenza forte e interessante, che unisce il bisogno di conferme dell’azienda, di segnali dal basso, di comprendere le percezioni rinnovate da parte della gente e ripaga soddisfacendo il bisogno di autostima nobile necessità di ciascuno di noi



La co-creazione crea senso d’appartenenza in chi ha partecipato ad un progetto, stimolando quindi il passaparola



Il mezzo? Il più semplice nell’era del 2.0: la fotografia, quello che parla al cervello rettile, il coccodrillo che c’è in noi, quello stupido, ma che decide!



Un altro bell'esempio viene da Olio Sasso, che lancia il concorso 150 primavere: per festeggiare il suo secolo e mezzo, (la scusa è accettabile, no?) chiede di esprimere con uno scatto il significato della primavera secondo il personale obiettivo. Concorso incluso, anche se fuori stagione.


Si tratta di fare degli scatti che esprimano la propria percezione di primavera: leggerezza benessere, gioia, risveglio dei sensi. Lo stimolo è molto interessante, e la tendenza cresce


E’ un tipo di comunicazione che piace, non disturba, appaga. Crea dialogo con la gente e la coinvolge, rende protagonisti ed abbatte le barriere della timidezza. Stimola il professionista ma ancor più il dilettante. Qui il bello, non tanto la tecnica, quanto il messaggio. Mi spiego?
Le foto, va da sé, vanno su Flickr perché le reti sociali non sono solo feisbuc e iutiub…



Mi piace molto


Lunga vita…








sabato 4 dicembre 2010

Una casta non-convenzionale
















Ci sono Università serie ed università tristi







Con un’operazione fantastica l’Università “a” Oristano entra di diritto tra le prime: la piccola ma peperuta sede periferica, per farsi promozione, ha utilizzato uno strumento che alla Casta, emblema paludoso delle gestioni baronali e lente, farebbe storcere la proboscide

L’operazione è ancora in corso: unu LipDub. Itta esti?

Un grande playback, una canzone tormentone eseguita da una massa di persone al fine di coinvolgerle e scatenare il passaparola. Uno strumento ancora poco utilizzato ma che, state certi, avrà nei prossimi mesi un’esplosione

Ancora pochissimi in Italia, impazzano in Europa e nel mondo, soprattutto, guarda guarda, in quello universitario. A Victoria in California hanno fatto il botto: 1.000.000 di visualizzazioni su Yuotube. Cipria…


Il LipDub è un’operazione di marketing non convenzionale, cioè che basa la propria efficacia sulla sorpresa, il divertimento e soprattutto la partecipazione. Come tutte le operazioni non convenzionali, è adesso che va sfruttato, perché deve giocare appunto sulla sorpresa, non sulla ripetizione. L’anno prossimo sarà già diventato convenzionale

Il ConsorzioUno, che gestisce l’ateneo oristanese, ha fatto un’operazione che farà ottima promo ai propri corsi, peraltro di livello assai interessante, cogliendo diverse stelle con una sola stoccata:

dimostra di essere all’avanguardia nella comunicazione, utilizzando uno strumento quasi sconosciuto in Italia

risparmia un pacco di soldi: non so le cifre precise, ma quando ho chiesto “diecimila?” sono scoppiati a ridere

si fa pubblicità per diversi mesi coinvolgendo il target ideale: i contatti dei partecipanti al dub, quasi tutti in età da università

ottiene la vasta risonanza mediatica obiettivo del marketing non-convenzionale

crea un fortissimo senso di appartenenza, e qui bisogna approfondire:
riunendo centocinquanta tra i suoi studenti, docenti, precari, (e qualche passante) per organizzare una vera festa, spassosa che non ne avete idea, ha riesumato la Goliardia. Già, la cara vecchia, santa goliardia, dimenticata principessa delle Università più serie e perciò doverosamente creative, che stimolano gli studenti, le generazioni intellettuali future, al divertimento utile e innovativo

La gran forza della Goliardia infatti sta nel creare fortissimi legami di amicizia e stima, o come minimo di conoscenza reciproca. Essa semina il buon virus che permetterà ai futuri colleghi di mantenere una rete di relazioni, di collaborazioni, di sviluppare il senso della crescita comune

Si crea la mentalità dell’interscambio e della condivisione

Magnifico ..

Curiosissimo di vedere il video ufficiale, che verrà presentato Me 17
Un bacio (accademico)


video





Credits: Seba Cubeddu


Ecco quì poi com'è andata!!!













giovedì 2 dicembre 2010

Dall'immagine alla reputazione








Identità o appartenenza?




Una dicotomia, forse.. cos’ha più valore oggi? Non chiedetemi i numeri, non ci credo più. Mi fido più delle sensazioni



Applicata al marketing l’importanza sta nel comprendere se creare prodotti che esaltino più l’individuo, l’identità, oppure la sua appartenenza, il gruppo
Immagino che di questi tempi valga di più l’appartenenza



L’era individualistica per antonomasia era quella degli anni ’80, Il profitto, il consumo, l’ego. Ora si cerca piacere nella collettività, quindi nello scambio. Ciò per tanti motivi, stimolati anche dalla crisi. Si noti che si tratta solo una tendenza, non una rivoluzione

Tuttavia la si avverte, e gli esempi sono in buona misura legati alle reti sociali, le attuali forme di tribu

Spetta poi all’impresa creare prodotti, servizi, emozioni per le quali le persone siano disposte a remunerarla. Come? Troppo facile chiedere denaro in cambio dell’appartenenza. Non funziona L’appartenenza è fatta di scambio, e si scambia con moneta simile

Che marca cerca allora la gente? Serve allora un nuovo tipo di immagine, che si trasforma in reputazione, la quale ha un significato simile ma molto più interiore che esteriore
Ricordiamoci che la marca prima era “una promessa di qualità costante”, oggi è “ciò che la gente dice su di lei”

Allora l’impresa come guadagna? Non mi incuriosisce. Mi interessa stimolare su com’è che una persona sta meglio, è più felice. L’applicazione pratica sta poi alla fantasia dell’imprenditore


Però registro che cresce l’uso del baratto. Esso già è una forma di scambio poco semplice, inoltre siamo talmente disabituati dall’usarlo che ci risulta ormai strana anche solo l’idea. Ma il baratto è in crescita, e il baratto richiede fiducia. Il baratto richiede reputazione
Il modo più rapido semplice, economico per costruire una reputazione
a quest’ora l’utilizzo dei social network

Identità o appartenenza? Forse sono uscito fuori tema..
Ciao

Andrea

Condividi qui