giovedì 18 novembre 2010

Una faccia di cartone





Un’invasione di cartoni su Facebook. Un’operazione viralissima divertente, appagante e soprattutto semplice semplice

Per promuovere la settimana dei diritti dell’infanzia qualcuno ha organizzato un movimento che ha dello straordinario. Ma solo chi usa facebook lo può capire …

Ha chiesto che tutti sostituissero la propria immagine del profilo con una di un fumetto:
«Dal 15 al 20 novembre cambia la foto del tuo profilo di Facebook con quella di un eroe dei cartoni animati della tua infanzia e invita i tuoi amicia fare lo stesso… lo scopo? Per una settimana non vedremo una sola faccia “vera” su Facebook ma un’invasione di ricordi d’infanzia…»
L'iniziativa poi si è evoluta, e non si sa bene come, collegata alla settimana per i diritti dell'infanzia

Stentando i primi giorni, il 18 novembre si diffonde l’epidemia e, con un vorticoso cambio di avatar, nasce una giornata da amarcord: rituffarsi a ricordare i cartoni, un flashback nell’infanzia legata ad uno dei maggiori piaceri da bambino: i fumetti per i più grandicelli, i cartoni per i più freschi

Rivedere i propri contatti con un’immagine dei cartoni dei propri tempi ha un forte valore narrativo, ricorda qual era il tuo personaggio preferito, e tutte le emozioni ad esso collegate, i tuoi gusti, il tuo carattere. Il tutto permettendo la diffusione del messaggio principale: è la settimana dei diritti dell’infanzia

Un sistema dirompente gratuito, rapido. Ora esagero: commovente

Complimenti ad Alessandro
Gulp!
video

domenica 14 novembre 2010

Ma Facebook è di sinistra?






Ho la netta sensazione che su FB ci sia più gente di sinistra che di destra



La definizione è grossolana, sono tra quelli che credono che sinistra e destra siano definizioni fuori dal tempo, ed oggi si definisce “di sinistra” tutto ciò che è contrario all’attuale governo. Ma tant’è!


Tuttavia, i post contrari al suo operato sono, sin da quando conosco Fb vistosamente superiori a quelli favorevoli, in quantità e qualità


I commenti di critica lo sono spesso in maniera vibrante, quando non feroce, e raramente vengono commentati, al contrario, in sua difesa


Molto strano in un paese così tanto affezionato al Premier, almeno secondo “i sondaggi”. Che i suoi sostenitori non frequentino FB?


Ma a parte la contingenza è forte la presenza di post che esprimono opinioni socialiste. Certo, una rete sociale ha già nel nome qualcosa di socialista. Uno strumento che fa della condivisione il suo senso, nasce con un dna sociale

Ma da marketer devo fare un’operazione: segmentare
Allora, chi usa fb, la rete più popolare (altro termine socialista…) tra tutte? Il facebookkaro ha un istinto sociale? O magari questo emerge quando si usa Fb per poi sopirsi nuovamente una volta disconnessi?

Oppure i critici hanno solo maggiore motivazione, quindi anche creatività, ad esprimere il loro dissenso rispetto invece ai soddisfatti?


O, ancora, che non sia proprio la forma mentis di chi usa Fb?


Non so, è da un pezzo che ci rifletto, ma le mie risposte non mi hanno soddisfatto

Sai quando il cerchio non ti quadra?
Hasta..

giovedì 11 novembre 2010

Uomo dell'anno










Qualche mese fa mi squilla il cellulare E’ Alex
“Ciao, vecchio stregone!”
“No, sono Sara, la compagna. Sai…” La sua voce è affranta




E’ un pò che Alex ci ha lasciati. Lo “conobbi” tre anni fa perché gli piaceva questo blog e mi invitò a far parte del Crazy marketing network. Mi spiegò cos’era la condivisione, cos’era la rilevanza di un blog, cos’era lo scambio link, cos’erano le mie scarpe, con una pazienza imbarazzante come fa un Maestro quando parla con un idiota a cui è inspiegabilmente affezionato

Da allora per qualsiasi dubbio lo contattavo, via mail, skype, cellulare. Sempre rispondeva e sempre con dolcezza, ironia, competenza. Sempre motivante, creativo, visionario. Non l’ho mai incontrato di persona


Una volta abbiamo organizzato una figata: il “Seminario semiserio”. Poi andò a monte, peccato


Mi ha spiegato cos’era Facebook quando nessuno sapeva cos’era, i miei primi cento contatti eran tutti suggeriti da lui. Se ho sono in contatto col mondo di marketers in Italia è grazie ad Alex Diversi di loro oggi sono anche veri amici



Gestiva blog fantastici, di marketing e di musica. Ah… se vi piace il blues andate a saccheggiare qua. Sarà come porre un fiore in suo ricordo


Una persona che mi ha dato tanto, non mi ha chiesto niente, non gli ho dato nulla. Una persona magnifica


L’uomo dell’anno


Oggi avrebbe compiuto gli anni


Hasta stregone. Sicuro che ci rivedremo video

martedì 2 novembre 2010

Meno prodotti, più informazioni






Bella, la crisi! Mi stimola una riflessione che mi provoca: sarò ripetitivo ma la crisi della produzione è un’ottima notizia! Perché?



Produrre è necessario, ovvio. Ma implica spazzatura, e posto non ce n'è più. Poi non ha più senso, la spazzatura è un’invenzione del novecento – prima non si buttava via nulla - che ha permesso fisicamente di continuare a produrre grazie ad uno spreco idealizzato a sistema. “Così cresce il Pil” era la sconcertante giustificazione

Spazzatura è ciò che si produce per essere buttato. E’ evidente a tutti che esiste un surplus produttivo che, oltre ai costi di produzione, genera dei sottaciuti costi di smaltimento. E spesso questi ultimi sono più alti quando scendono i primi! Se il costo di smaltimento venisse imputato al prodotto, ne vedremo delle belle: tanti sparirebbero immediatamente dal mercato a causa dei loro prezzi, diventati ormai insostenibili a causa dei costi di smaltimento

Ma il succo è un altro: siamo sommersi sì, da prodotti, ma ancor più da informazioni. E qui il discorso si fa più interessante: le informazioni disponibili attualmente sono incalcolabili Considerati i costi enormi della ricerca, si potrebbe ragionare anche in un altro modo: quanto l’informazione nasce dallo scambio d’informazioni?

Utopia: se nella ricerca ci fosse massima condivisione e collaborazione, si potrebbero far nuove scoperte grazie allo scambio di conoscenze già possedute anziché dalla sperimentazione, a costi risibili

Non potrebbe essere un’enorme fonte di scoperte la combinazione di quelle innumerevoli già esistenti? Quante nuove applicazioni si potrebbero escogitare solo dall’unione di conoscenze già note, ma non condivise? Se si investisse nei sistemi che riescono ad elaborare ed incrociare le informazioni già esistenti, e le loro nuove applicazioni? Ed a trovare ulteriori scoperte e nuove applicazioni grazie a quelle così ottenute?

Forse siamo presi dall’ansia della proprietà della scoperta, del poter dire “è mia”, da antico copyright. No, la condivisione non dà quest’esclusiva, per certi versi è meno gratificante. Ma in questo nuovo secolo la scala dei bisogni sta cambiando, e quelli individuali (diritto d’autore) lasciano buono spazio a quelli sociali (condivisione)

Forse i tempi cominciano ad essere maturi. E comunque oggi i tempi maturano molto, ma molto più velocemente di ieri

Quindi, arrivederci a tra poco
Questo articolo appare anche su Prometeo

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