lunedì 4 ottobre 2010

Due parole sul passaparola








Quando la gente è il mezzo, e con essa i pregi e i difetti


Notiamo intanto che gli italiani sono i più accaniti utilizzatori al mondo della rete sociale più diffusa, Facebook, con 6 ore e mezza settimanali di media, e si confermano (gli italiani) un potente mezzo da passaparola


Detto prima Wom (word of mouth) poi buzz, si definisce “Earned media”, un mezzo guadagnato, a differenza del “Paid media”, come la pubblicità, e l’”Owned media” il mezzo di proprietà come il sito, il blog, Twitter


Per guadagnarsi il buzz bisogna riuscire in una cosa molto naturale: parlare al cervello rettile quello primordiale che parla semplice, chiaro, e vive di emozioni spontanee. La razionalità perde valore


Ma attenzione: si sa che le aziende italiane non sono preparate al fenomeno: aumentano gli investimenti in pubblicità (del 5%), aumenta molto la tv (mondiali di calcio) e la stampa a pagamento, mentre cala la free press. Ma la consapevolezza dell’importanza del buzz risulta scarsa, e di conseguenza gli investimenti e le competenze nella sua gestione


Le grandi aziende son troppo strutturate per “scendere” a dialogare con la gente, e destinano al marketing delle reti sociali dei budget marginali, mentre le piccole aziende, che per natura sarebbero più adatte, non hanno tempo da dedicargli. Ma…
Come si attiva il buzz?
- Ho un ottimo video, ma come lo diffondo? Ma chi si occupa della sua diffusione, della sua inseminazione? E’ noto il ruolo del seeder?

- La rete sociale è un modo di essere, quindi di apparire: che strumenti offro per mostrarsi? Cosa alla gente da far vedere agli amici (ops, ai contatti), e ricordargli di parlare della mia marca?
- Anziché fare pubblicità alla massa è meglio regalare qualcosa a qualcuno. La spesa è la stessa ma l’emozione è ben diversa. E la gente parla di emozioni non certo di ragioni
- Stimolare le conversazioni sul proprio sito e blog, che si possono controllare con facilità
- Essere consapevoli che il passaparola è conseguenza dell’immagine di marca, quindi del comportamento dell’azienda

- La pubblicità è viva e vegeta. Sta solo cambiando il suo ruolo in rapporto al passaparola

E’ una parola...

Grazie anche a Robin Good e ai Ninja








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