venerdì 30 luglio 2010

Cambiamo nome al marketing







“E’ solo marketing”! Quante volte abbiamo sentito questo giudizio, sprezzante, da parte delle persone?

Il fatto che un’azione, un evento, un messaggio passi in maniera sorprendente, e quindi efficace, crea nella gente una reazione opposta, di difesa Perché?

“Marketing” è uno dei termini più sospetti del nostro vocabolario, pronunci la parola e la gente si allarma, si mette le mani nelle tasche come a proteggersi il portafogli

Sindacalisti, politici, sportivi, gente comune, hanno spesso ripetuto che certe attività “son solo marketing” dicendolo, naturalmente, con la bocca storta. Una volta l’ho sentito dire addirittura da Oliviero Toscani !!!

Lo si sente dire come ad indicare una cosa senza sostanza, tutto forma e niente contenuto, il fumo che cela l’assenza dell’arrosto. Ma cosa sarebbe oggi il mondo (c’è ancora chi lo chiama mercato) senza marketing? Chi ha insegnato alle imprese, e non solo a loro, a trattare meglio con la gente? Come si è arrivati ad avere prodotti personalizzati, ad avere dei mix realmente vicini ai bisogni delle persone?

Mi chiedo del perché di quest’atteggiamento: credo sia dovuto al fatto che il Nostro sia uno strumento molto potente, in grado molto spesso di circuire le menti del consumatore, di raggirare l’ignara persona tanto da ridurla allo stato di cliente

Il marketing è tutto questo ma anche la disciplina che ha permesso di avere dei prodotti adatti alle nostre personali esigenze, che sta insegnando ad ascoltare, a trattare con la gente come fosse gente, e non nemici da cui difendersi. Marketing è responsabilità dell’azienda, è rispondere alle domande della gente, soddisfare le loro stravanate istanze in continua evoluzione, e meglio degli altri. Marketing è disciplina al servizio del benessere della gente

Certo prima non era proprio così: il potere della Comunicazione, conosciuto solo a pochi, proprio nelle segrete stanze delle becere multinazionali, imbiancava il loro sepolcro attraendo verso vere e proprie trappole. Nel 2010 il ruolo è invertito, ne abbiamo già parlato tanto, ed il marketing è in mano più alla gente che ai marketers, i quali oggi cercano, come nelle arti marziali, di sfruttare l’enorme forza delle persone e non di contrastarla, sfruttandone le innumerevoli idee. Tra i tanti esempi mi piace citare il compianto prof. Giampaolo Fabris che, in un suo bellissimo “Societing”, spiega tante delle dinamiche che ho qui riassunto in poche righe

Il marketing è cambiato tanto, è diventato buono. Proporrei in suo favore un’azione di marketing: cambiamo nome al marketing
Qualche proposta?
Felici vacanze

giovedì 22 luglio 2010

Cocreazione di un Corso







Mes amis..



Più di un anno fa da queste sobrie colonne partì una riflessione sullo stato di abbandono in cui versa la Vernaccia, un prodotto dall'elevato contenuto simbolico in quanto legato alla alla tradizione di un paese, il mio, Oristano



Tradizione vuol dire certo economia, quasi sempre agricoltura, ma anche turismo, storia, cultura conoscenza ma soprattutto passione. Se c'è una caratteristica che accomuna tutti i prodotti tradizionali e tipici, è proprio la passione.


Essa è stata dimostrata con inaspettata forza dal progetto Cavatappi d'idee, nato da una conversazione con un caro amico produttore e poi sviluppatasi in maniera inaspettata

Per chi volesse un riassunto di tutta la vicenda, quì il link ad una sintesi del progetto


Tutta l'operazione è stata, in fondo un'operazione di marketing, come già descritto altre volte anche su queste pagine. Marketing 2.0, o marketing multicanale.

Bah.. la tradizione si è legata agli strumenti di frontiera della comunicazione e del marketing Paradossale? No, solo un'azione postmoderna della quale, pardon, vado orgoglioso.

E' capitato poi che in quei giorni il MIP, la prestigiosa business school del Politecnico milanese, abbia indetto un concorso proprio sui progetti multicanale, e sulla co-creazione della marca.


Io vi ho partecipato proprio con le tavole sopra riportate.


Il progetto MIP è interessante e innovativo. Un corso Master, quindi di altissimo profilo, nel quale tra gli altri docenti saranno anche i 3 vincitori delle differenti sezioni del concorso. Il primo corso "co-creato", insomma. Una bellissima idea

Come andrà a finire? Vi terrò informati.

Cociao

martedì 20 luglio 2010

Marketing squilibrato




L’equilibrio è stato il filo conduttore dell’economia e del marketing del novecento

Ora salta tutto. L’equilibrio è infatti stabile, fermo, sicuro. Un punto d’arrivo; il consumo; la morte

Lo squilibrio è invece dinamico, è ciò che stimola a creare soluzioni verso un equilibrio, sempre instabile, e cerca un moto per stare in piedi e procedere. Una bicicletta, insomma, mezzo che rappresenta il duemila meglio di un’automobile. Paradossale? Non direi proprio

In termini di marketing significa che l’azienda non deve terminare il prodotto o qualche altro elemento del mix, ma deve lasciare alla gente di completarlo, di personalizzarlo e renderlo unico Perfetto? Ma neanche un po’. Sempre imperfetto, sempre riadattabile, sempre mutante
Deve mettere in condizioni di co-creare, di giocare, di inventare. La personalizzazione di massa è oggi una semplice e adorabile realtà. La personalizzazione porta all’autostima, non dimentichiamolo, ed è al vertice della scala dei bisogni di Maslow

Fornire un prodotto equilibrato significa frustrare la gente, trattarla da consumatore più che da individuo. Negare le sue specifiche, la possibilità di adattare il prodotto alle differenti situazioni d’uso, che variano a seconda del momento e soprattutto della compagnia con cui si sta e si gode del prodotto

Quanto diverso è godere del prodotto di domenica o di mercoledì? Alle otto di sera o di mattina? E soprattutto, coi bambini o coi compagni di merende …?

E’ più economico, perché si evita di aggiungere accessori non desiderati, più rapido, perche si offre un semilavorato, non un prodotto finito. Però è trasparente, l’azienda perde il controllo, il copyright sul prodotto. Vai a spiegarlo ai brontosauri vecchio stampo, tutto bugie e segreto industriale.

Lascio a voi di completare l’articolo.
Buona ..

Condividi qui