giovedì 15 aprile 2010

Compro il quotidiano. Poi lo leggo?









Comprare o consumare?

Il quotidiano ci fornisce un esempio interessante



Il giornale è una di quelle cose che ormai si comprano per abitudine, non tanto per piacere o necessità



E’ infatti un automatismo al quale sempre più persone - me per primo - non vogliono rinunciare: in fondo lo leggiamo sempre meno, ma ci dà sicurezza, è il protagonista di un momento speciale della mattinata



La tappa all’edicola infatti costituisce un rituale e come tale ci rassicura, ci aiuta ad affrontare i momenti successivi della giornata. Ma poi lo leggiamo? I sociologi definiscono i quarantenni “la generazione del giornale piegato”: acquistano il giornale, se lo piegano, e così rimane finchè, alla fine, non si butta via ancora intonso. Quante volte ci sarà successo?



Personalmente, ma sono un privilegiato, mi ritaglio un lasso subito dopo pranzo: niente mi può conciliare la santa pennica come lui… arrivo al massimo a pagina 4 e comincia il Rapid Eye Movement. Un viatico che mi regala la tranquillità necessaria per sprofondare per quei venti minuti col profumo della carta stampata… E le notizie? Le trovo noiose ..



Quelle interessanti le leggo su internet, me le scelgono i contatti dei social networks, oppure le ascolto nelle rassegne stampa alla radio o alla tv. O magari me le leggo sul giornale del bar


Ma rinunciare al suo acquisto, a quel momento, alla faccia dell’edicolante... No, quello rimane impagabile


A voi non succede?

Buona giornata

1 commento:

Musicbangs! ha detto...

Studi abbastanza recenti confermano che la stragrande maggioranza delle persone che acquistano un quotidiano estendono alle pagine interne lo stesso modus operandi riservato alla prima pagina: occhiata rapida - ma attenta - a titolo e occhiello e, se questi colpiscono l'attenzione, si procede alla lettura. Per quanto riguarda le "notizie interessanti" oggigiorno è inevitabile trovarle in rete; piccoli blog personali o modeste ma impegnate testate on line hanno un giro d'affari molto meno ampio rispetto a grossi network televisivi o radiofonici. Meno soldi, meno interessi, meno editori attaccati a ragioni d'obbedienza politica all'editore di turno etc..
La soluzione è internet, sta nella gente che il web lo anima tutti i giorni. Certo, il piacere di leggere su carta, su qualcosa che ha un odore, è assolutamente impagabile (proprio come scartare un CD o un disco in vinile con la copertina di cartone!) ma,ahimè, la carta stampata, in un futuro poi non troppo lontano, scomparirà dal nostro quotidiano e quieto vivere; spero solo di non esserci quando accadrà! :)
Buona giornata!
M!

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