giovedì 11 febbraio 2010

Chi conosce la soluzione?







Il fascino del marketing di oggi è che cerca veramente di risolverti i problemi


La definizione di "prodotto" che io preferisco è "soluzione di un problema". Legato ad un bisogno, desiderio o capriccio che sia, si tratta sempre di un problema da risolvere


Il vecchio marketing i problemi li creava: un esempio attuale di vecchio marketing è quello del vaccino sulla Nuova Influenza: un bidone che ha fruttato cifre da PIL

Oggi invece si pensa realmente a migliorare la vita delle persone. Di più, delle persone quando stanno insieme tra loro, dei gruppi di appartenenza, meglio definiti "tribù" dalla scuola del Marketing Mediterraneo
L'individuo si riscopre parte di una società, ben distinto in essa, sia ben chiaro, ma appartenente ad essa. E sono sempre più desiderati i prodotti che gli permettono di godere di tutta la rete di relazioni che si è ormai costituito. Le amicizie fuori dal monitor come quelle intrecciate attraverso la rete. C'è chi le chiama virtuali, ma ancora non riesco a capire cos'abbia di virtuale un'amicizia in rete

Il grande Mirko Pallera scrive: "Interpretare i bisogni e i desideri profondi della società, oltre che del singolo". Sottoscrivo

Ma parliamo realmente o di pura teoria?

I prodotti che hanno sbancato questo Natale sono stati l'Iphone ed il Netbook. Due oggetti utili per coltivare il contatto con altre persone. I siti più interessanti sono quelli che si assimilano alle Reti sociali, FB, Twitter e..., quindi proprio dove le persone partecipano, forniscono opinioni e ne leggono dai loro "pari", da persone come loro, di cui si istintivamente si fidano."Pari", come l'inglese "peer", è un altro dei vocaboli riscoperti in questi tempi.
Molto democratico, non c'è che dire.

Ah, i telegiornali (e qualche migliaio di blog) oggi parlano dell'Ipad. Commenti?

E le aziende?. No, loro "pari" non possono essere. Non vale, sono in tutto diverse dalle persone Non si devono mettere sullo stesso piano, un pò come i genitori con i figli. Non devono essere "amici", sarebbe ipocrita. E infatti non si mettono sullo stesso piano, ma sotto!!! Sì, le migliori si mettono a disposizione per lo scambio di informazioni sui loro prodotti, traendone tutta la creatività che non una, ma tante persone possono donare. Si affidano alla crowdsourcing, l'evoluzione dell'outsourcing, che trae non solo dall'esterno, ma da una fola esterna tutta la creatività necessaria. Che potenza.

Mettono anche a rischio la loro immagine perchè non si può certo censurare un giudizio negativo fastidioso ma prezioso, mentre un complimento è piacevole ma sterile. Mi viene in mente De Andrè: "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior"

Che i tempi siano cambiati lo sappiamo. Il bello è che sono cambiati ancora

Buona soluzione a tutti


Questo articolo è pubblicato anche su Prometeo, newsletter di Comunicazione Italiana



Nessun commento:

Condividi qui