Che in Italy siamo un po’ arretrati lo riconosciamo tutti Ma alcuni segnali, grossi e piccoli, danno la dimensione del problema
Segnale grosso: il governo vara una politica di incentivi per gli investimenti in macchinari
Ma come? Nella società dell’informazione, nell’era in cui è la tecnologia a dover dominare, in cui la conoscenza, la ricerca, lo scambio del sapere sono il valore aggiunto dell'economia, allora si finanziano ferrosi macchinari, si pattumano le auto, e per lo sviluppo dei cervelli neanche gazosa?
Ma che Stato italiano sia indietro come le palle del cane non è notizia fresca Segnale piccolo: Confindustria, che di tecnologia ne sa: organizzano un ottimo convegno veramente interessante. A spiegarci il futuro gente di tutto rispetto: ministri e grandi esperti di digitalizzazioni, tecnology e controtecnology:
“I servizi innovativi per il rilancio dell’economia”
“Presentazione dell’Osservatorio Italia digitale 2.0”
Grande cosa, finalmente anche in Conf ci si adegua e impegna per ascoltare la gente
La partecipazione del “cliente” entra nelle attenzioni della Grande Industria italiana, addirittura con un Osservatorio. Idea eccellente!!!
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahaha Ma andate a quel paese! Anzi: al Bel Paese
Questi stanno ancora ad achiviare i fax nei faldoni, a trascrivere le iscrizioni a mano. A penna? Una mail già troppo complicato, eh?
Fosse un convegno sulla pasta sfoglia capirei, ma qui si parla di presente, di digitalizzazione magari di crowdsourcing. E nel salotto buono dell’economia d'Italia
Come può un convegno così dare questo stupido esempio?
Già Riccardo Luna sul buon Wired di agosto scrive di un precedente convegno sull'innovazione sempre organizzato da Confindietro:
“Sembrava una riunione di falegnami Allora gli ho detto: mai più. Mai più un convegno sull'innovazione
che non sia trasmesso in diretta su internet per dare modo a tutti di partecipare
Mai più in una sala senza wi-fi per collegarsi alla rete durante i lavori Mai più, ma questo sarebbe ovvio
in un posto dove non c'è nemmeno la presa per attaccare il pc
e tutti scrivono a mano mentre parlano convinti della necessità di "digitalizzare l'Italia“
E noi aspettiamo le loro ricette per uscire dalla crisi? Che belli …
Parliamo di marketing puro puro? Bene. E parliamo nella lingua che, chi come noi segue i blog, capisce molto bene: quella dei social media, la lingua più diffusa e, soprattutto, parlata con più piacere
Parlata? Scusate l’errore grossolano. Ascoltata, volevo dire. Già, perché le imprese parlano sempre meno (si legge: fanno meno pubblicità) e si sono messe ad ascoltare. In pratica seguono i social media, in italiano i mezzi sociali. Il mondo si è capovolto?
Questi sono i mezzi di comunicazione fatti dalla gente, quindi quelli autentici che generano un attendibile passaparola, diventando reti sociali (social networks) permettendo alle aziende di capire gli umori della gente per poi soddisfarla con reciproca utilità. E se non è reciproca, allora qualcosa non quadra
Il video descrive in maniera molto puntuale la situazione, e si chiede, tra l’altro: è una mania o una vera rivoluzione? Accenderei la seconda, la domanda è retorica Ancora: i “giuovani “, la generazione Y, quelli nati con un mouse in casa stanno per superare, in numero, i Baby boomers, cioè i nati tra la guerra ed il ’64. Quasi tutti loro frequentano una rete sociale: Facebook, Twitter, Flickr, Youtube, Giocodisquadra, blog vari, Wikipedia, Youporn
A proposito hanno superato, per frequenza, addirittura il porno, da sempre il più seguito su Internet Negli Usa 1 coppia su 8 che si sposa si è conosciuta in rete La tv ha impiegato 13 anni per raggiungere i 50 milioni di utenti, Facebook, in 9 mesi ne ha aggiunti 100! E’ la quarta nazione del pianeta! Non è scioccante? C'è chi dice che Fb ha insegnato agli italiani ad usare Internet. Sapendo quanto siamo caproni non è che mi meravigli più di tanto...
Il 78% di noi si fida dei commenti degli altri. Solo il 14 si fida della pubblicità. Ma questo già lo sapevamo Un americano su 4 ha visto un breve video nel mese scorso. Però sul telefonino! Passaparola, si diceva Non saremo più noi a cercare i prodotti ma loro troveranno noi, grazie a una rete sociale. Ci credete? Io sì
Sempre più persone si scambiano contatti professionali o imprese valutano curricula da Viadeo, Xing, Linkedin o altri, e valutano le caratteristiche delle persone attraverso FB
L’economia ora la fa sempre più la gente, sempre meno il petrolio o l’acciaio. Beh, naturalmente questo può dar fastidio a qualcuno… I mercati sono sempre più conversazioni, come si profetizzo nel cluetrain. Le imprese si impegnano nel far aggregare la gente, più che scassarle gli zebedei con fastidiosi messaggi di cui si ricorda magari l’ottimo video, la gran gnocca, la musica emozionante ma raramente la marca
Sarà il caso che impariamo ad usarli, oltre che a giocarci?