mercoledì 1 aprile 2009

Il doppio senso del marketing




Il marketing sta prendendo due strade, completamente diverse l’una dall’altra ma niente affatto in conflitto fra loro, anzi
Queste strade sono il marketing sociale e quello individuale
Messe insieme portano alla soddisfazione della gente e quindi dell’azienda

La prima via è quella che indaga il piacere delle persone nello stare insieme, nella compagnia, nella condivisione: in aggiunta alle maniere tradizionali, cioè con la presenza fisica, essa oggi conosce la l'inesplorata potenzialità dei social network, il moltiplicatore delle nostre relazioni
Il loro numero infatti, e la loro popolarità divampa
Ne faccio l'elenco? Evito
Siccome il nostro piacere di stare insieme e condividere genera valore, il mkt allora fa il suo lavoro e c’infila le narici. E’ un marketing sociologico

Dal lato opposto emerge invece un marketing indviduale principalmente legato ai piaceri fisici, ai sensi

Un marketing che indaga il piacere provato dalla persona in sé, non generato dal suo rapporto con le altre persone
E’ un marketing psicologico quindi, magari neurologico. Si sforza di capire attraverso cosa la persona prova godimento, ne studia le percezioni che avvengono naturalmente attraverso i sensi

Le emozioni sono il principale valore. Ed esse ci arrivano attraverso vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Come fare perche i nostri prodotti possano sollecitarli positivamente, in modo da moltiplicare il valore dei nostri prodotti?

Un interessante studio me lo segnala un’amica blogger del Crazy marketing network, Anna Torcoletti, attraverso il nuovo volume Marketing dei sensi, appunto
Ma come fare per coniugare queste due strategie di Marketing? A me piace con gli eventi
Essi infatti sono la leva di comunicazione su cui tanto si può fare affidamento: un marketing definito “caldo”, perché sottolinea l’aspetto umano, tattile, della relazione, che da impresa-cliente diventa persona-persona
In un evento infatti le persone stanno insieme e, oltre a chiacchierare, cioè condividere informazioni, insieme fanno qualcosa : tipicamente mangiano e bevono, ascoltano musica vedono prodotti e cose, li toccano e manipolano, spesso apprezzano odori e profumi
Stimolano i loro sensi, le proprie personali, individuali percezioni.
L’evento consente l’ascolto da parte dell’impresa in maniera diretta, sentendo la gente ed osservandone i comportamenti dal vivo, le loro esigenze e i preziosi consigli senza dover far ricorso a quella presa in giro che sono i sondaggi, i focus group eccetera

Quelle marche che sapranno fornire alla persona soddisfazione sia personale che sociale avranno in dono uno spazio nella memoria delle persone.
E La memoria è la madre del passaparola

Ma non ditelo a nessuno

4 commenti:

fabri scatena ha detto...

Come dicevamo alla Feltrinelli, oggi è il momento dell'event mktg, dove lo stare insieme in modo piacevole è una leva per facilitare la comunicazione e la vendita.

Anche un corso di formazione può diventare un evento-canale per comunicare conoscenze e vendere prodotti tangibili, tipo il tuo libro.

Aspetto i materiali da allegare alla scheda del progetto per i corsi!

E andiamo con i corsi-evento!

Il Riccio ha detto...

Evvai!!! Ci sentiamo dopo Pasqua, Fabrì.

Il libro? Non tanto, anche perchè credo sia esaurito (come l'autore). Bisognerebbe mandarlo in ristampa ma, viste le evoluzioni, alcuni capitoli andrebbero del tutto rifatti, in primis il 12°, "La comunicazione"

Vediamo di fare Corsi, di far appassionare la gente e farla crescere con il marketing semplice...

Andrea ha detto...

Voglio innanzitutto complimentarmi per il vostro lavoro che seguo da tempo e trovo utilissimo e formante.
In merito all'articolo suggerisco un libro che ho acquistato l'anno scorso: Marketing Sensoriale. 5 sensi per comunicare, vendere e comprare. Edito da Lupetti, autori un variegato gruppo che va da Susanna Messaggio ad Alessandro Miani, passando per un 'naso', Marialuisa Tonielli, per finire con Gianfranco Virardi. Tre di questi autori mi sembra fossero gli stessi del libro citato nel vostro articolo "Marketing dei Sensi". Comunque, il libro mi sembra delinei compiutamente i 'confini' italiani della materia e da professionista, assicuro, è stata una lettura utile che consiglio.
Inoltre, vi segnalo un blog (www.aimse.blogspot.com) e una vivace pagine Facebook dedicata all'argomento marketing sensoriale (http://www.facebook.com/home.php#!/pages/Marketing-Sensoriale/80922832066).

Il Riccio ha detto...

Sì, Andrea, il libro ha ispirato buona parte di questo articolo.
Ad in effetti in neuromarketing, al quale si rifanno molti aspetti del mkt dei sensi è una disciplina che da allora si è sviluppata molto.
Grazie per la segnalazione della pagina FB. Mi sono iscritto...
Alla prossima, Andre, speriamo presto

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