domenica 26 aprile 2009

Uomo dell'anno







L'uomo dell'anno oggi è Andrea Parodi


Una voce lungimirante che tra le prime colse il piacevole rischio di mescolare tradizione e innovazione. Tra cultura sarda e rock


Era in un programma di Pippo Baudo (blearch) più di vent'anni fa e già storcevo il muso sentendo questa melodia mista tra chitarrone distorto e belati ancestrali, quando irrompe lui: "Balla ca commo bene Carrasegare... " Zitto. Chi è? Eccolo

Poi una lunga storia ...

Ma l'uomo si vede alla fine, non all'inizio. E lui si offre stanchissimo, sofferente, energico

Domani ad Oristano lo premiano con la maschera d'argento. Riprendono dopo sette anni

Bellissima scelta, bravi

Quì canta la serenata più bella del mio mondo. Una struggente, invincibile dedica all'amore



video


Pare Gandhi, per la passione semplice che genera. Autentico? Vedete voi

La dedico a Maggi, l'amore mio e madre dei miei bimbi

Andre

sabato 4 aprile 2009

Eutanasia di una marca






Vernaccia è uno dei marchi più antichi e amati della nostra terra Uno storico frutto, un vino di carattere vero dal gusto complesso di mare, di terra e di stagno


Dal carisma unico per essere unico


Il vino più celebre della Sardegna blasonato,amato, abbandonato
Da Bacco alla Legge Bacchelli



I produttori non sanno più venderla, non credo non vogliano. Ma questa è roba che si propone, non si vende. Non parliamo mica di un vino come gli altri, ma della cultura di Eleonora, per buttarla in politica




Vernaccia è ormai dimenticanda anche ad Oristano sua terra natale, dove la gente non la chiede e gli anziani produttori, incapaci di comunicare al tempo d’oggi, stanno staccandole la spina
Ma lei non l’ha chiesto!
Lei è viva, vegeta, è solo un pò invecchiata e vuole uscire dalla grigia clinica dell’oblio per andare a divertirsi e raccontarsi nei palati delle persone, giovani e anziani, uomini e donne, turisti e cabraresi



Ne chiacchieravo con un caro amico produttore, una delle tante medaglie d’oro del recente Vinitaly quando dice: “Non incontra più i gusti della gente”. E lì le braccia si frantumano a terra

Aperitivo perfetto, impeccabile con le sue pietanze, a pennello con i dolci di mandorla, mi sento opporre argomentazioni tecniche che solo i cantinieri possono eccepire. Ma alla gente, a chi sa crannazzedda se la gusterebbe, quello non interessa proprio


Vernaccia ha in sè tanta storia da narrare, tanto fascino da esprimere ma l’antico è confuso con il vecchio. Non si reagisce, si preferisce aggiornare. Sento: “Questo vino va meglio da quando abbiamo tolto la dicitura “Vernaccia”. Blasfemo


Penso: "se la gente ha questa percezione la responsabilità è di chi produce o di chi consuma?" Quando parlo di vernaccia con la gente però non avverto questa sensazione


“Abbiamo fatto convegni e convegnetti e…” Certo, la gente segue quelle cose? Dai, dormono tutti


La comunicazione è considerata pubblicità, la partecipazione è l’essere in fiera
Ehi, non siamo più nel ‘900


La comunicazione attuale non appartiene alla cultura delle cantine, sebbene siano in fondo il luogo più favorevole ove fare comunicazione. “In vino veritas” diceva qualcuno. L’autentico è messaggio di lunga durata



Migliaia di etichette in Italia confondono le idee, la qualità-prezzo non ha niente a che vedere col successo commerciale. La confusione è un difetto della comunicazione. Discorso troppo tecnico?
Forse sì se, parlando con persona intelligente, colta e sensibile, non ne ho spiegato l’importanza


L’errore è mio, ma vedo il buono nel bicchiere mezzo vuoto: quello da colmare o quello scolmato?
Ad Oristano è difficile trovarla nei bar. La si beve solo alla Sartiglia. Perché? Cosa manca qui, perché la gente ritorni ad apprezzarla? Creo un gruppo su facebook. In due minuti ha dieci aderenti, in tre ore ne ha 125; alle 18.00 ne conta 176



Goccia, cosa comunica la Vernaccia?

Cari bloggers, delle idee per rilanciarla?

Alla salute, amici miei

mercoledì 1 aprile 2009

Il doppio senso del marketing




Il marketing sta prendendo due strade, completamente diverse l’una dall’altra ma niente affatto in conflitto fra loro, anzi
Queste strade sono il marketing sociale e quello individuale
Messe insieme portano alla soddisfazione della gente e quindi dell’azienda

La prima via è quella che indaga il piacere delle persone nello stare insieme, nella compagnia, nella condivisione: in aggiunta alle maniere tradizionali, cioè con la presenza fisica, essa oggi conosce la l'inesplorata potenzialità dei social network, il moltiplicatore delle nostre relazioni
Il loro numero infatti, e la loro popolarità divampa
Ne faccio l'elenco? Evito
Siccome il nostro piacere di stare insieme e condividere genera valore, il mkt allora fa il suo lavoro e c’infila le narici. E’ un marketing sociologico

Dal lato opposto emerge invece un marketing indviduale principalmente legato ai piaceri fisici, ai sensi

Un marketing che indaga il piacere provato dalla persona in sé, non generato dal suo rapporto con le altre persone
E’ un marketing psicologico quindi, magari neurologico. Si sforza di capire attraverso cosa la persona prova godimento, ne studia le percezioni che avvengono naturalmente attraverso i sensi

Le emozioni sono il principale valore. Ed esse ci arrivano attraverso vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Come fare perche i nostri prodotti possano sollecitarli positivamente, in modo da moltiplicare il valore dei nostri prodotti?

Un interessante studio me lo segnala un’amica blogger del Crazy marketing network, Anna Torcoletti, attraverso il nuovo volume Marketing dei sensi, appunto
Ma come fare per coniugare queste due strategie di Marketing? A me piace con gli eventi
Essi infatti sono la leva di comunicazione su cui tanto si può fare affidamento: un marketing definito “caldo”, perché sottolinea l’aspetto umano, tattile, della relazione, che da impresa-cliente diventa persona-persona
In un evento infatti le persone stanno insieme e, oltre a chiacchierare, cioè condividere informazioni, insieme fanno qualcosa : tipicamente mangiano e bevono, ascoltano musica vedono prodotti e cose, li toccano e manipolano, spesso apprezzano odori e profumi
Stimolano i loro sensi, le proprie personali, individuali percezioni.
L’evento consente l’ascolto da parte dell’impresa in maniera diretta, sentendo la gente ed osservandone i comportamenti dal vivo, le loro esigenze e i preziosi consigli senza dover far ricorso a quella presa in giro che sono i sondaggi, i focus group eccetera

Quelle marche che sapranno fornire alla persona soddisfazione sia personale che sociale avranno in dono uno spazio nella memoria delle persone.
E La memoria è la madre del passaparola

Ma non ditelo a nessuno

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