martedì 3 febbraio 2009

Economia di questo secolo. Anzi, di oggi







Cosa succede nel duemila e che cosa cambia quindi nel lavoro e nel marketing?




Ve lo spiego io che sono bravo:
Intanto considero che il 9 percento di questo secolo se n’è già andato

Comm corr’o tiempo…



Ma aldilà dei numeri, bugiardi per antonomasia, vediamo che differenze presenta rispetto al novecento: l’assunto del vecchio secolo era che il consumo era virtuoso perché stimolava la produzione. La cretinata del secolo, appunto “Se consumi dài lavoro”. Quello senza dubbio. Ma se devo lavorare per comprare cose che poi butto ...?




Che il consumo fosse uno spreco non importava. Anzi, sprecare era virtuosissimo. Il secolo dell’usa e getta però… è alla frutta. Il suo simbolo, l’imballaggio, è una delle prime cosa da ripensarsi. Crescerà lo sfuso, e tutto il lavoro di marketing legato allo studio della confezione (sorry, si dice packaging…) dove andrà a finire? Ce n’è, ce n’è eccome



Ma se l’imballaggo è la faccia, il cuore sta nell’energia, la madre di tutti i rifiuti
Se c’è una cosa naturale quella è l’energia, eppure no! Petrolio serve, no anzi, nucleare, che tanto quello non inquina



Hanno provato a fare l’eolico in Sardegna, ma pare ci sia stato qualche intoppo ...
Energie alternative è noioso farne l’elenco, ce n’è a miliardi, a partire dalla dinamo della mia bici : applicarla ad un ascensore in discesa ci vuole molto? Almeno il condominio te l’accende




Annuso un altro settore in crescita: trasporti pubblici e consegne a domicilio
Intanto, basta un Campari rischi l’arresto quindi è meglio il taxi
Ma pure ad Oristano, una biddixedda da niente, si soffoca nel traffico. E’ un paesino dove si usa l’auto anche per attraversare la strada, si prende per andare a fare tapis roulant. Certo è un problema d'ignoranza. Però poi dice che c’è crisi! Meno male che le industrie dell’auto stanno fallendo tutte (tutte!), quindi tra un po’ ce ne saranno meno in giro. Finalmente. E’ uno dei primi segnali positivi del duemila



L’industria pesante soffre perché non è più necessaria come prima. Se ne rendano conto e la smettano di chiedere soldi a te e a me per tirare a stracampare, col consueto ricattino bipartisan che accontenta industrie e sindacati. Serve informazione, oggi, non acciaio. Pardon Mrs President



"ogni cosa andrebbe fatta nel modo più semplice possibile.
Ma non più semplice"


La Fiat è la Ottana piemontese. Ovviamente alla decima Potenza
Se non fosse per il conservatorismo del sistema tali fabbriche sarebbero già chiuse o, finalmente, ripensate da decenni, ed il mondo sarebbe più pulito, più rapido e diversi giovanotti sarebbero ancora vivi. Insomma, le auto servono, ma non così tante
Come ci sposteremmo allora? Bene, dove c'è un bisogno c'è economia. Alla creatività degli imprenditori trovare la soluzione, magari ascoltando bene i consigli delle persone che vorranno andare a servire


Dice che c’è crisi: vero. Lo dice il telegiornale … il lavoro recede, però son tutti di corsa. Oh, ciao, sì corro, ho un sacco di roba da fare. Sì, ciao. Anch’io... Eh, non ho un minuto!

La crisi è vera, concreta, ineluttabile. Ma solo per chi non è disposto a cambiare. "Dobbiamo crescere". E perché? Io sto bene così … E tu non mi sembri messo così male
Sento che devo cambiare, non crescere. Questo è marketing?

5 commenti:

Anonimo ha detto...

E' difficile rispondere a questo post.... Ci provo.

1. Penso sia il caso di iniziare progettare il futuro. La progettazione deve diventare un'abitudine mentale, culturale. In Italia si improvvisa quasi sempre, piace quasi a tutti lavorare sull'emergenza....questa è la mia esperienza.

2. Imparariamo di più ad usare l'e-commerce e il web per trasferire prodotti, serizi e informazioni.

Il Marketing, come disciplina, ha una funzione fondamentale in tutto ciò.

Che ne pensi?

Il Riccio ha detto...

Concordo con te. In Italia l'arte di improvvisare e risolvere l'emergnze è particolarmente sviluppata, ed è una virtù. Meno virtuoso è che l'arte di prevedere e pianificare sia decisamente meno diffusa.
Rilevo però che di questi tempi, visti i continui cambiamenti, repentini e importanti, la capacità pianificatoria stia cedendo, in importanza, alla capacità di adattarsi ai nuovi scenari.
E' un ossimoro pianificare la flessibilità?


L'importanza del web per me è una certezza. In particolare se, altra mia certezza, è più importante trasferirsi informazioni che merci.

Il marketing ha un ruolo centrale in tutto ciò. I marketers devono essere persone seriamente responsabili per offrire, in questi cambiamenti, benessere nel lungo periodo. E quì si apre una vasta pagina sull'etica.........

Anonimo ha detto...

Crisi attuale e cause?Minore o meglio pressocchè nessuna attenzione all'Educazione, intesa nelle sue forme diverse:educazione ai valori etici sociali e ambientali finalizzati a una crescita individuale che si ripercuote positivamente nella società.Crisi significa anche espediente, quindi rinascita come presa di coscienza e rivoluzione individuale..la mia ricetta è attenzione al piccolo, per modellare il grande.
francesca mureddu

Il Riccio ha detto...

Bueno! L'educazione, in senso lato, è la base del progresso, oggi.
E concordo anche sull'attenzione al piccolo per modellare il grande. Lì si trova la cura del dettaglio, l'attenzione, l'ascolto. Vi si trova l'espediente. Questa crisi comincia a piacermi

fabri scatena ha detto...

Concordo. In questi periodo è importante applicare il pensiero positivo, ma in senso razionale.

Vedere le opportunità e impegnarsi per realizzarle facendo molta attenzione al non farsi condizionare dai media, che della crisi, ne fanno una merce con cui alimentare tg, talk show, ecc.

Chi ha la lungimiranza di guadagnare e risparmiare, sa ppo dove andare a prendere le provviste nei periodo di magra.

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