martedì 13 gennaio 2009

Uomo dell'anno






Seguivo la commemorazione del grande Fabrizio quando il regista Olmi sottolineò quale fosse, in vero la caratteristica più importante del cantautore sardogenovese: l’autenticità



As nau nudda... Lì mi son commosso Parlare di de Andrè e marketing è contradditorio, laicamente blasfemo. Ma non col marketing attuale, che ci stimola a comprendere l’immateriale, la narrazione la poesia. E lì Faber ci avrebbe potuto dare una grossa mano




Egli non ha mai fatto marketing: le sue canzoni sono noiose, tristissime, piene di parole e di concetti che solo i più colti sanno cogliere. Ma sono bellissime. Ha sempre seguito il proprio istinto, non certo la soddisfazione del consumatore




Le canzoni, bellissime lo sono state grazie alla lentezza, alla gradualità con la quale se ne apprezzano i dettagli, le sfumature, le perle. Questa lentezza la rende musica classica, perché dei classici sono divenute: tra cent’anni si ascolteranno ancora. L’autenticità è lenta, lenta




L’autenticità è la caratteristica che oggi rappresenta, a parer diffuso, il più importante valore aggiunto, e che costituisce la principale differenza tra un prodotto vero ed un altro simile



Essa, l’autenticità, è valore solo immateriale che, secondo il principale teorico dell’argomento, Bernard Cova, è l’elemento intorno al quale si creano le comunità. Nasce il tribalismo che, come più volte ribadito, non si riferisce alle tribù ancestrali ma a quei gruppi di appassionati di un “prodotto” che lo usano, poi parlano del prodotto stesso, lo adattano, lo modificano, ne producono di nuovi



Eccola, la co-creazione, che si sviluppa anche per prodotti concreti e non solo coi social network. Chi non ha mai ricantato a suo modo le canzoni di FdA? Non tutti, naturale. Una tribù è di nicchia, è esclusiva. Ex-clusiva, che chiude fuori, che non ammette chi non condivide le sue regole. E Faber, come ogni buon Anarchico, le sue regole le aveva


Eccolo il marketing che mi piace, che mi appassiona. Crea prodotti che poi gli altri adattano ai loro bisogni, desideri, capricci. Ai diversi momenti d’uso, oppure a seconda della compagnia con cui si sta


Condividere il prodotto, non esserne proprietario ma solo utilizzatore, goditore. Far appassionare ad un prodotto, anche semplice ma mai banale




Quel marketing che genera prodotti che provocano reazioni, conversazioni, che non vengono presi in maniera passiva, inculcati, ma, attivamente, utilizzati come spunti creativi per crearne di nuovi di unici





Come Fabrizio


video

5 commenti:

fabri scatena ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fabri scatena ha detto...

L'incontro fra mktg, tecnologia ed arte è un fenomeno nuovo che permette di vivere e rivivere opere di artisti immortali come Faber.

Ancora una volta il mktg dimostra la sua identità non soltanto economicistica, ma disciplina che contempla un processo sociale e culturale ben più complesso.

Post molto intelligente.

MaU ha detto...

E' bello leggere de Andrè in questa chiave, da studente di comunicazione e super appassionato di musica ho davvero apprezzato! Solo mi permetto di dissentire profondamente sul fatto che le sue canzoni siano "noiose, tristissime, piene di parole e di concetti che solo i più colti sanno cogliere". Se c'è una qualità propria dell'opera deandreiana è proprio quella di essere intelligentemente popolare, alla portata di tutti senza mai inciampare nella banalità. E' l'unico modo intelligente di fare il cantautore, addirittura di fare pop, ma nell'unico vero senso in cui dovrebbe essere inteso, quello di "popular", nella più classica delle declinazioni etnomusicologiche. Basta pensare a come Faber abbia sempre dato voce agli emarginati, a tutto quanto fosse indesiderato alla società perbenista in cui viviamo; il suo essere poetico e linguisticamente "alto" non è mai stato un ostacolo per la comprensione, tutt'altro.
Complimenti davvero per il blog! ;-)
Mauro

Il Riccio ha detto...

Grazie Mauro, quello che dici è vero.
La comprensibilità di tanti dei concetti che esprime è alla portata di tutti. Ma tanti altri secondo me sfuggono. Forse per quello son così affascinanti, perchè solo piano piano ne apprezzi i nuovi significati che appaiono, col tempo, dallo sfondo.
L'analisi che fai è molto bella e precisa.
Scusa se ti rispondo così in ritardo.
Alla prossima
A

MusicBangs! ha detto...

E' stato un piacere!
Colgo l'occasione per invitarti a vedere, MusicBangs!, il mio nuovo progetto dedicato -stranamente!- alla musica; nell'attesa di farmi un bagno nel bel mare oristanese ti saluto e a presto risentirci in rete!
M.

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