lunedì 13 ottobre 2008

Ricatto sulla sicurezza














La sicurezza sul lavoro è argomento di importanza assoluta

3 morti e ventisette invalidi sul lavoro ogni giorno sono numeri impressionanti: più dei morti ammazzati!
Forti di questo verità, tutta una serie di Mafie e mafiette costringe le persone, ovviamente per legge, a subire un certo ricatto

Certo, se sono la Vontissen è chiaro che gravi problemi inerenti la sicurezza sono da considerare e prevenire

Ma anche una piccola impresa di costruzioni, è naturale, va incontro ad una lunga serie di problemi banali e non banali

Oppure una cucina: io avevo una gastronomia e lavorarci non era semplice: forni, fiamme, gas coltellacci, minipimer, impastatrici, detergenti, alcol, veleni, acidi, molta elettricità e pure in ambienti umidi, ghiaccio, oli, clienti arrabbiati… La sicurezza lì è seriamente cosa seria


Ma:
chi vende scarpe non corre questi rischi, anche i clienti sono meno incazzosi. Una cartolibreria non ha gli stessi problemi di una fabbrica di vernici. Chi vende fiori non è una falegnameria
Lo scandalo è che, in nome di una sacrosanta sicurezza si fa di tutte l’erbe un fascio (ho detto fascio?). E più è sacrosanta, più il ricatto si fa pesante. Ma basta…
Io faccio formazione, organizzo corsi di marketing: bene, mi hanno insegnato come spostare le scale nei cantieri, mi hanno spiegato che se lavoro al porto devo usare scarpe antinfortunistica a sgancio rapido (tipo Crocs, mì) perché se cado in acqua non vado a fondo per il piombo

Si spiega quando usare il caschetto non mi ricordo più bene in quali condizioni. Ma io continuo ad insegnare senza casco
Erano tutte cose interessanti, molto interessanti. Ma inutili perché io non le applicherò mai finchè farò questo lavoro, e con me qualche milionata di commercianti, professionisti e alcuni tipi di artigiani. Ma tutti zitti sennò sei un criminale
Gli interessi legati a questo business sono vasti. C'è anche dell'ottimo, sia strachiaro: il corso che ho fatto io era in sè molto serio. Ma le tante lobbies che fan sì che il legislatore imponga alle masse dei corsi standard, c’hanno visto bisness mica male. Formatori, istituti, materiali… milioni di partecipanti costretti per legge a formarsi su argomenti del tutto fuori luogo


Sono convinto che la sicurezza in termini così generici vada insegnata, e bene, dalle scuole superiori, almeno negli Istituti industriali, nei tecnici, nei nautici. Al Classico già non so…
A me può succedere che mi prenda fuoco la tastiera, e poco altro. Mai mi hanno fatto usare l’estintore. 16 ore di vita, di lavoro, e un paio di centinaia di euro potevano esser spesi molto meglio, in nome della sicurezza. Il voto è zero

Proprio non è possibile cambiare qualcosa?

Take care…

10 commenti:

fabri scatena ha detto...

Mi sembra buona l'idea di insegnare la sicurezza nelle scuole industriali.

Per il resto, nell'epoca del business della formazione dovevi aspettartelo unp spreco formativo.

Ma non si potrebbero far girare i flussi di dienaro in modo + intelligente e produttivo?

Il Riccio ha detto...

Ovviamente sì.
In Sardegna il carrozzone della formazione era talmente pesante che l'hanno tagliato di netto. Passando da un errore ad uno ancor più grave, buttando via il bambino insieme all'acqua sporca.

La formazione, anche molto buona, può costare anche "poco".
Ma solo quando se la paga il privato che se la paga tutta lui?

Credo sia un argomento sul quale si debba tornare a parlere.

fabri scatena ha detto...

Torniamo invece a parlare del sogno di cui ti accennavo.

Nell'inconscio si nascondono i desideri più profondi.

L'immagine di societing avvolta da una sovracoperta di un testo di filosofia orientale, rappresenta un'integrazione fra saperi provenienti da univesri culturali lontani, ma integrabili.

Così lo interpreto.

Del resto le filosofie orientali ci insegnano a non pensare in termini dualistici, ma a ricercare l'armonia anche nel contrasto.

il riccio ha detto...

Sì Fabrizio, cento volte sì.
Dal simbolo Ying-Yang che integra il bianco col nero, all'ideogramma della parola "crisi", unione dei termini "opportunità" e "minaccia" che fu oggetto del mio primissimo articolo di questo blog. E' dalla differenza, dall'incontro dei contrasti che otteniamo i risultati. Un bimbo non nasce dall'unione tra uomo e donna? Questi sono momenti molto contrastati. Ma sono sempre più convinto, convintissimo, che sia perchè mentre la società cambia, le imprese non sono cambiate. Basta che cambino guardando alle persone che la compongono, per capire in che direzione questo debba avvenire. Devono guardare a come si soddisfano i loro bisogni, sia come consumatori che come impiegati. Mi sembra molto più difficile dirlo, spiegarlo, che non FARLO!
Guardiamo ad Est, Fabri. E' lì che il mio istinto mi porta.
All'alba, non al tramonto.
Felice giornata

Anonimo ha detto...

In riferimento al cambiamento delle persone e alla staticità delle imprese, io sono convinto del contrario, mi spiego : Purtroppo sono le imprese e conseguentemente il "mercato" a far cambiere le persone, i ns. consumi sono cambiati sia per una naturale evoluzione sia perchè sono state le imprese a livello globale a farceli cambiare.E' l'utente finale che da sempre, da quando è iniziata in Inghilterra la VERA rivoluzione Industriale è diventato sucube dei propri consumi, l'industrializzazione dei consumi porta a questo, noi consumiamo quello che ci dicono di consumare, d'altro canto non insegni questo?, una caro saluto.

Il Riccio ha detto...

Non esattamente, Anonimo. Anzi.
Sono convinto che quello che scrivi fosse valido fino a qualche tempo fa. Oggi decisamente meno.
Le persone sono più consapevoli, smaliziate, informate -nel senso che sono più autonome nell’acquisizione delle loro informazioni- molto più di quanto non lo fossero nel 2000, solo 9 anni fa. Figurarsi rispetto agli anni settanta, quando la voce del singolo non poteva contare nulla.
Che il 2000 coincida con una nuova era lo percepisco da Internet. Credo sia la reale rivoluzione alla quale stiamo assistendo. Finalmente però in maniera attiva, non solo passiva come succedeva nell’era della tivù. Certo non tutti sono internauti ma sempre più persone lo stanno diventando.
Cosa intendo per “attivo”? Che se un’impresa mi frega io la posso sputtanare, anche nel loro stesso sito, o blog aziendale, sempre più diffusi. E se mi “bannano” è ancor peggio per loro. Perché posso far sentire la mia protesta in tanti altri blog, forum, social network, avendo anche un argomento in più.
Se mi trattano bene, ed il loro prodotto è degno della mia conversazione, allora ne parlo bene e con passione. Mi succede spesso per un ristorante, per un disco, o per la mia canoa.
E’ il passaparola che oggi tra internet e telefonini è diventato… virulento!
Cos’è cambiato allora? Che le imprese, segnatamente le grandissime imprese spesso multinazionali avevano realmente il potere di creare informazione e di conseguenza di pilotare i consumi. Ora questo avviene sempre ma in maniera ogni giorno minore.
Io insegno questo: “cara impresa, se vuoi guadagnare devi accontentare la gente, la devi soddisfare se vuoi che le persone ti siano addirittura fedeli, ancor più parlino bene di te, e siano loro i tuoi mezzi di promozione, allora devi ascoltare le loro esigenze, i loro desideri, i loro capricci. E poi organizzati per soddisfarli. Produrre ora è “facilissimo”, devi essere in grado quindi di rispondere alle loro istanze. Se ci riesci, allora sei un’impresa amata dai clienti, un “Lovemark””.
Io insegno questo, Anonimo. Insegno (cerco di farlo) ad ascoltare prima che a fare pubblicità. La pubblicità parla ma non ascolta, un sito e ancor più un blog invece ascoltano. E poi non c’è solo Internet. Il marketing degli eventi, in grandissima crescita, permette alle persone di un’azienda di stare a contatto con le altre persone, e di ascoltarle. Non tutte lo fanno. Molte sì, e pare siano soddisfatte.
Se sei delle parti di Oristano, se ti può far piacere sei invitato a seguire una mia lezione, sarai mio ospite. Martedì 11 novembre alle 20.00, alla Lloyd Adriatico, sopra “La forchetta d’oro”. Scoprirai di cosa parlo, cioè del marketing che sta cambiando perché stanno cambiando le persone. Mentre le aziende stanno cambiando poco o nulla. Forse per questo c’è la crisi.
Grazie della visita, a risentirci.

Anonimo ha detto...

Cariccio, condivido in parte quello che hai scritto, ma a mio parere sei andato troppo in avanti, quello che tu dici in riferimento alla multinazionale che ti frega è giusto, ma torna indietro.E' la Multi che ti solletica e piano piano ti indirizza verso cose che prima solo 9 10 anni fa non ti sognavi neanche di pensare, dopodichè interviene il marketing.Un esempio; La telefonia: Ma siamo proprio sicuri di non potere veramente fare i ns. affari senza il " telefonino ", Io da Anonimo faccio un lavoro da "anonimo" con un discreto movimento di danaro e clienti, ti posso assicurare che volendo potrei far tranquillamente a meno del cellulare, ovviamente avendocelo quasi Gratis lo uso, e qui parte il marketing, QUALE CELLULARE COMPRO?. Ma di per se non ne avrei bisogno.Le associazioni di consumo mi fanno sorridere perchè già la parola stessa "di comsumo" da l'idea del recinto dei Buoi....., ritengo che il ruolo delle Multi sia importante per l'evoluzione della ns specie seppure con dei correttivi che ai giorni attuali sebrerebbe che debbano essere imposti non più dal famigerato " Mercato " ma bensì dagli stati o per meglio dire dai Fondi Sovrani che oggi giorno sono quelli che regoleranno il mercato negli anni a venire, e qui si pone un bel problema ..... ma questa è un'altra storia che se vuoi ci racconteremo più avanti.
Ciao.
P.S.
Un caro amico se ne andato e io lo ricorderò sempre, ciao Pitone.

Il Riccio ha detto...

Il cellulare è di una comodità mostruosa, per ciò rende schiavi. Non a tutti, solo a molti, a me un bel pò. E ci spendo pure un sacco di soldi, se hai qualche dritta per non pagare fammi sapere che io non son portato per le tariffe.

Sulle associazioni "di consumo" e sul termine "consumatore" sfondi una porta aperta: sono il massimo del dispregiativo.
Termine che definisce l'accezione utilitaristica della persona, "consumatore", come "colui che deve pappare la sbobba".

La Multi però ha sempre avuto una cosa "buona" usata troppo spesso per fini meno buoni: la ricerca. Hanno avuto grandi disponibilità e le hanno utilizzate con molta efficienza. Certo, seguivano i loro fini, non sempre corrispondenti a quelli dell'Umanità...
Altre volte hanno fatto grandi cose.

Quindi non vedo "meno Stato; più mercato" o il suo contrario.
Vedo: meno Stato, perchè mi sta deludendo.
Meno mercato perchè, a parte il disastro di questo mese, la società non è solo mercato.
Vedo più persone. Che collaborano.
Un'utopica anarchia? Mah... Il racconto m'interessa assai.


ps
Saluto Peppe nell'articolo del 26 ottobre

Anonimo ha detto...

Cariccio, noto che dormi poco o che ti svegli tardi, ma sicuramente le ore della notte sono quelle più prodighe di buoni pensieri..., Noto con piaciere la posizione simile che abbiamo sulle Multi, delle brutte bestie ma terribilmente utili ed efficaci, non capisco quando ti riferisci allo Stato che ti ha deluso, lo Stato in quanto tale non può deluderti esso è l'essenza stessa dlla ns. esistenza civile è probabile che ti deluda il Governo ma non lo Stato, vedi Io non sono certamente un anonimo di Sinistra, mi considero un Anarchico di destra, uno che non ha il minimo problema a riconoscere come giuste alcune idee tipicamente Comuniste.In qusto periodo turbolento stiamo assistendo all'avanzata dell'assistenzialismo statale con tutto quello che ne consegue negli anni prossimi (soprattutto in Italia), tra un paio di anni quando la bufera si sarà placata, ci troveremo con tantissime Società tra cui molte banche che saranno in piedi grazie agli interventi Statali, ne consegue che il Governo del momento vorrà mettereci voce e piede dentro, in poche parole la politica e i partiti dopo anni di esilio, aimè, li ritroveremo dentro le sale dei bottoni.
Questo è un problemuccio di non poco conto, noi non abbiamo la cultura Anglosassone, quando utilizziamo il politico o il partito è per sempre (sembra un gingol "si scrive così?"). Cosa voglio dire ? Sarebbe bello che le nuove generazioni quelle che stanno maturando ora, riuscissero a vedere il problema per quello che è, anche il mio termine Anarchico di destra è assurdo un anarchico è anarchico che mazza c'entra se di Dx o Sx ! putroppo la Sx si è appropriata del termine e sono costretto ad usare la Dx per specificare bene. Così come la religione... non sono cattolico pur essendo battezzato, non riconosco la chiesa e molti mi dicono " ma allora sei un Comunista !!" e con questo ti ho detto tutto. Mi sembra di notare a dire il vero che con le ultime occupazioni scolastiche queste divisioni ideologiche sono un poco sfumate pur esistendo ovviamente, ma sono già un buon passo avanti.
La crisi economica di questi giorni potrebbe dare un notevole impulso a dei ragionamenti politici/economici che sfiorano la filosofia per ipotizzare un mondo migliore, utopia ? forse, ma è gratis !!!!.
Penso che verrò 11/11/08.

Il Riccio ha detto...

Purtroppo dormo poco. Recupero una mezz'ora nel pomeriggio, se ti può interessare...;-)

Oltre che sulle Multi abbiamo posizioni simili anche in politica, ma cerco di non trattare quest'argomento sul blog, sebbene ci caschi spesso.
Io mi riferivo allo stato perchè, pur consapevole che lo Stato sono anch'io sono tante le istituzioni o comunque elementi importanti della società che mi hanno deluso: partiti, sindacati, polizia, confindustria, giornalisti, e tanti altri. So di generalizzare e perciò di commettere un grande errore. Ma essendone consapevole l'errore è più lieve. Rimango comunque un inossidabile ottimista.
La politica in economia (e in finanza) ha sempre fatto disastri.
La politica deve fare le regole, chiare precise e generali. E far sì che le regole vengano rispettate.

Il fatto che ci sia crisi va visto in positivo. La crisi è solo cambiamento. Ci vogliamo svegliare?

Ti aspetto alla lezione, mi farà molto piacere. Se ti va porta pure un amico.

Felice giornata

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