martedì 26 agosto 2008

Dove va la Finanza?


Ben trovati ragà! Fatto buone vacanze?
Io sì: ero in Sardegna…

Riflessione: mi puzza che la Finanza, il Sistema finanziario sia ormai del tutto tutto sballato

Un imbroglio d’accordo, ma a parte le facilissime generalizzazioni, è ormai fuori dal tempo
Ed oggi non può più tenere

Per sua natura infatti, il fatto di prestare risorse spostando in un attimo capitali da un’impresa a un’altra, porta inevitabilmente a concentrarsi sull’utilizzo immediato delle risorse stesse piuttosto che alla loro resa nel lungo periodo

L’impresa invece, cioè l’economia che progetta, realizza e vende, è meno mobile ed ha necessariamente obiettivi di più lungo periodo. Al giorno d’oggi tre-cinque anni all’incirca, mentre nel Novecento si pianificava tranquillamente a venti o trent’anni. Eppure non è passato molto tempo, da allora

La banca, o chi ti fornisce risorse come denaro, merce o comunque valore -insomma chi ti finanzia- i risultati li conta molto a breve: nella Grande Finanza, quella con la effe maiuscola, si valutano i risultati delle aziende ogni tre mesi: la Trimestrale. Una certa miopia operativa diventa congenita

Non voglio fare il talebano, è chiaro che senza le banche, il prezioso lavoro della finanza, l’economia forse non esisterebbe. Ma attualmente …

… Attualmente il momento è assai strano:

le imprese, certo più vicine alle persone rispetto alle banche, soffrono perché non riescono a decifrare il mercato fatto oramai da persone e non più da clienti

Le banche, che tipicamente con le persone hanno poco a che fare, sono di gran lunga più lontane dal comprendere il fenomeno. Lo stesso nome “Ragioniere”, pedina operativa della banca, è figura che si è sempre vantata della propria ragione, non certo della passione o dell’emozione. Manco gl’ingegneri o gli avvocati hanno mai osato tanto. Vabbè …

Che il sistema finanziario abbia fagocitato un’immensità di risorse dalle persone è fatto noto Ma il crollo ora può essere vicino

Uno degl’indici più importanti utilizzati in finanza è il PIL, il Prodotto Interno Lordo, che però non ha nessun significato economico, visto che misura sì la produzione, ma non ha nulla a che vedere con la soddisfazione dei bisogni, cioè con l’economia. Esempio: se sto male per il caldo, ed accendo l'aria condizionata, aumento il pil. Se sto di lusso al fresco invece, ahiloro, il pil rimane fermo. Non so se mi spiego...

Attenzione che sto ragionando: le imprese hanno bisogno di capitali per i macchinari, le materie prime, ed i trasporti. Più le infrastrutture

Oggi serve più l’informazione che il bene materiale (poche storie, è così)

Ma l’informazione non ha bisogno di materie prime, né di macchinari o trasporti. Non ha bisogno di capitali

E’ un’economia leggera quella di oggi, fatta di trasmissione di informazioni e conoscenza. Ce ne sono fin troppe, il problema è semmai la loro selezione e riorganizzazione

Oh… io mi sdraio su un divano, non su un’idea. Mangio bistecca, non chiacchiere. Ma rispetto a tutto quello che consumo, le chiacchiere e le idee sono prevalenti sul prodotto concreto rispetto a quanto non lo fossero Novecento. In quell’epoca se volevo una “personalizzazione” me la facevo da me, mentre oggi la compro o comunque me la faccio fare. Anche nei bricocenter è tutto già fatto, no?

Naturalmente la soluzione io la conosco, e subito ve la rivelo: collaborare con le altre imprese Ma certo: non mi creo una struttura, ma la prendo “in prestito”, cioè la noleggio, per il solo tempo per cui mi servirà, dalle imprese specializzate del particolare settore. Che si tratti di beni, di lavoro, o di idee

Ovvio, no?

giovedì 21 agosto 2008

Sei gradi di separazione


Che il mondo fosse piccolo lo dicevano già i nostri nonni.
Ma adesso…

Lo so, arrivo tardi, lo sanno in tanti Però che con solo sei persone si arrivi a contattare chiunque nel mondo, mi sa di impossibile. Invece è vero. Tutto vero.

E se ora calcoliamo che le nostre reti di relazioni sono moltiplicate in maniera quasi diabolica (ehi… il sei è il numero satanico…) allora forse ne bastano ancora meno!
Mi viene un certo squilibrio…

La storia inizia già nal 1929 con un breve racconto, poi dei modelli matematici dimostrarono la fondatezza della teoria. Nel 1967 la dimostrazione pratica: si può arrivare a contattare qualsiasi persona nel mondo passando attraverso sei sole persone.

Qualsiasi vuol dire che si può trattare di Giorgetto Bush come di un’infermiera di Ulan Bator o un minatore dell’Angola !

Riporto pari pari la spiegazione di wikipedia:

Nel 1967 il sociologo americano Stanley Milgram trovò un nuovo sistema per testare la teoria che egli chiamò "teoria del mondo piccolo". Selezionò casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto ad un estraneo che abitava nel Massachusetts a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario la sua occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma non l'indirizzo preciso. Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all'esperimento di mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio avesse il maggior numero di possibilità di conoscere il destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via fino a che il pacchetto non venisse personalmente consegnato al destinatario finale

I partecipanti si aspettavano che la catena includesse perlomeno un centinaio di intermediari e invece ci vollero solo (in media) tra i cinque e i sette passaggi per far arrivare il pacchetto. Le scoperte di Milgram furono quindi pubblicate in Psychology Today e da qui nacque l'espressione sei gradi di separazione

L’argomento sta tornando d’interesse. Se ne parla anche su Comunicazione Italiana,
sul Corriere, su Repubblica ...

E su Facebook è scattato il giochino: very intrigant…

Il succo del discorso comunque è questo: la relazione e la conoscenza sono il reale valore per le aziende e le persone. Siamo a sei persone di distanza da chiunque

Siamo tutti vicini di casa: può essere utile?

Ciao

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