martedì 22 luglio 2008

Marketing Mediterraneo


Sarà il desiderio del mare, o forse ho solo voglia di parlare di cose serie

Ma il Marketing Mediterraneo è argomento di vera importanza

L’influenza degli stili di consumo anglosassone, più ancora “americani” si sta fortemente attenuando

Il baricentro dello stile di vita si sposta, per noi, più da questa parte

Ma attenzione: il Mediterraneo è la “terra” più complessa del mondo.
Dal punto di vista culturale, sociale, religioso, da sempre, sono sempre “successe più cose” qui che altrove. Che io sappia, naturalmente

Il Mediterraneo è un mezzo di comunicazione

E tira un’aria tesa, sul mare, da un po’

Marketing, non divaghiamo. Un umido libeccio scalda le riflessioni di pensatori vicini alla disciplina, scoprendo la realtà: siamo nei guai?

Quali? Dice che una buona domanda è meglio di una buona risposta: sono d’accordo
Ampelio Bucci dice: "Le pattumiere di Napoli"
(ma quel problema ormai è risolto...))
"i morti a Beirut, l’inquinamento al Cairo, le carrette del mare con gli immigrati, i problemi di integrazione, la povertà"...

Forse che le persone vogliono essere ascoltate, e le imprese non lo sanno fare, per esempio.

Quì c'è una bella intervista a due personaggi particolarmente interessanti: Bernard Cova e Giampaolo Fabris...

Chiariamo un’altra cosa: sono le "opere", cioè le invenzioni concrete, che cambiano le discipline (L. Khan). E il marketing, lungi dall'essere una scienza, è una disciplina. Gli insegnamenti vengono da maestri che non appartengono ad alcuna graduatoria. Sono quelli seguiti dalle persone che, con l'acquisto, pagano poi di tasca propria (non sempre...)

Allora, quali sono i guai che ci affliggono?
Certo, in senso metaforico, non sono (siamo?) mica nei guai, io. Ma ho timore, sono un padre

Di una cosa sono sicuro: non ci sono più certezze. Tutto cambia velocemente ed in maniera emotiva. L’era della ragione, quella logica, matematica, industriale, cede il passo all’era della sensazione, dell’emozione, del sentimento. Dell'ideazione e della condivisione.
Per quanto tempo non so, ma mi profuma che non sarà cosa di breve periodo
Anche perché se condivido un prodotto in parte vi devo rinunciare, se condivido un'idea invece non me ne privo, anzi è probabile che venga perfezionata

Possono le aziende riconvertirsi a questo “modello di bisness”? Devono. Non per vendere fumo anzi. Per vendere reale soddisfazione. Molti, troppi prodotti “concreti” erano solo fumo Dall’acqua all’automobile. Valgono molto di più sensazioni immateriali come la sicurezza, il benessere, il tempo. Soprattutto il tempo

Il durante, infatti, più che la fine. Cioè si apprezza più il co-creare un prodotto che non utilizzarlo Una metafora: è più bello navigare che non arrivare a destinazione. Per la prima c’è la barca a vela, per la seconda va meglio il gommone. E’ il postmoderno, fatto di tempi più dilatati e sostenibili

E’ il tempo della curva, altra metafora simbolo della flessibilità, che non della linea retta simbolo dell’efficienza. E’ un tempo più femminile che non maschile. Dell’emisfero destro della nostra mente non di quello sinistro. E’ tempo di pensiero laterale, creativo e collaborativo, più che non “verticale”, logico, schematico ed individualistico

Ancora, più della fedeltà che non della conquista

E’ tempo di desideri, non di bisogni. Ma i desideri sono insaziabili, almeno secondo Freud…

I “Bi-sogni”. Figata, vero?

Ma noi siamo della piccola impresa, che ci frega di questa gazzosa? Chi pensa così chiuda pure col mio blog. Mi rivolgo a chi si vuole rimettere in discussione, mi pare che i tempi siano maturi… qualcosa forse sta andando a marcire.

E infatti è anche il tempo del piccolo contro il grande: si moltiplicano le nicchie, mentre i segmenti sfuggono, diventano indecifrabili.

Quì c'è un breve video di Chris Anderson, che ha teorizzato molto bene il concetto (sorry... it's in english)

Giuseppe De Rita, grande osservatore della società, rimane disorientato. Scrive: “gli italiani sono oggi incomprensibili. La società è sempre più sparpagliata. Spezzettata. È una mutazione che non so spiegare. Dieci anni fa avrei parlato di neoborghesia, venti o trent’anni fa di sommerso o di postmodernità.
Quella di oggi è una società a coriandoli. Non la si può studiare se non antropologicamente. Detto da me da un sociologo, è come se mi tagliassi i coglioni


Ancora Bucci, da cui ho tratto ispirazione per questo post, saggiamente osserva:
"chiariamo prima i problemi, poi cerchiamo le soluzioni"

La strada, meglio, la rotta quindi è indicata Partecipazione, collaborazione, condivisione

Vorrei raccogliere degli spunti pratici per vedere come possiamo trovare dei prodotti, dei servizi, o comunque delle emozioni, degne di essere pagate un certo prezzo
o ancor meglio scambiate, che seguano tale rotta

E’ un brainstorming : non dobbiamo avere paura di dire stupidaggini
L’importante è non farle. Non troppo grosse almeno…

Ci sono ricascato: “Brainstorming” è un termine militare, psicoinglese, incomprensibile
Non certo mediterraneo
In italiano, più prolisso, sta per tempesta di cervelli, una trasfusione creativa d’idee seguita da una fase logica di rimessa in ordine delle idee stesse, di una loro selezione e gestione per metterle a frutto

Trovare quello che le gestisce… il manager. Figura rara qui da noi

Ora poi c’è una strana tendenza in atto: l’uso di un linguaggio più evangelico, più religioso comunque partecipativo: qui un breve approfondimento di Marco Massarotto

Che coincidenza, visto che il Mediterraneo è una culla delle religioni…

Allora: quali caratteristiche vorremmo nei nostri prodotti, o servizi, o emozioni?

Mediterrate, gente. Mediterrate

ps. A settembre, in Puglia, RING organizza un incontro che pare molto interessante
Quì c'è la presentazione

11 commenti:

Maurizio Goetz ha detto...

Oh no, un'altra etichetta. Verrà poi il marketing del nord est?

Marketing e Formazione ha detto...

Anche il Nord est si affaccia sul Mediterraneo. Pensa solo a Marco Polo...

Jvan Sica ha detto...

Ciao, sono Jvan Sica, l’editor di Ninjamarketing.

Volevamo farti prima di tutto i complimenti perché qui in agenzia ti seguiamo spesso e leggiamo con attenzione i tuoi contenuti.

Proprio per questo, volevamo condividere con te un post che abbiamo pubblicato e che pensiamo ti possa interessare. Riguarda il Word of mouth e magari ci puoi trovare degli spunti che vuoi condividere con noi.

Ti metto il link: http://www.ninjamarketing.it/2008/07/29/linfluenza-del-word-of-mouth-web-nelle-scelte-di-acquisto-dei-teenager-i-dati-novaquant-e-doxa-a-confronto/

Facci sapere che ne pensi.

Ci scriviamo presto.

Ciao.

Marketing e Formazione ha detto...

Ciao Jvan, grazie della segnalazione
Il passaparola è da sempre uno degli argomenti che più mi interessano. Leggerò e rifletterò sulle vostre considerazioni, e condividerò con voi.
Purtroppo (???) in questi giorni sono in vacanza, e non mi è semplicissimo connettermi.
Però no mancherò di farlo non appena possibile.
Grazie, ed un abbraccio a tutto il clan.

Anonimo ha detto...

sarebbe il caso di diffondere e definire modelli di management come il "professionismo artigianale" di Malick...molto interessante

http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788883638817&pc=000005003002001

Fabrizio

Marketing e Formazione ha detto...

Sì Fabrizio, sono d'accordo.
Ho letto la descrizione del libro ed in effetti c'è molto del pensiero del MarkMed.

La tendenza quindi verso un'economia di persone e non di manager comincia a rafforzarsi. Forse perchè i livelli di stress raggiunti cominciano ad essere poco sostenibili...

Grazie della visita e del commento.
Andrea

alex ha detto...

Carissimi, siamo reduci da una summer school che abbiamo tenuto per 100 studenti provenienti da 30 paesi del mondo (molti del mediterraneo) sul Marketing Mediterraneo. Abbiamo discusso molto e ricevuto decine di stimoli interessanti dai ragazzi stessi che continueranno con noi questo percorso di ricerca.
PEr tranquillizzare Maurizio, quando parliamo di Mediterraneo ci riferiamo ad un sistema valoriale e, quindi, soprattutto ad una metafora. Ad un luogo della mente. MA di questo avrete presto belle news...

Andrea ha detto...

Ciao Alex. Non ci sarà bisogno di dirtelo ma... tienimi sempre informato.

pippoferrante ha detto...

Post che merita un'attenta lettura che mi rirpometto di fare nei prossimi giorni.
Nel frattempo controlla il mio post a questo link http://coltivatorediretto.wordpress.com/2008/09/05/la-fiction-agrodolce-ed-il-marketing-territoriale/ e dimmi che ne pensi

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

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