martedì 24 giugno 2008

Processo al marketing

Ci ripetiamo: il marketing sta cambiando
Suo malgrado, perché non ne ha nessuna voglia! Ma è costretto. Mi spiego meglio
Le imprese sono delle strutture che più son rigide più sono efficienti
Ma se sono rigide, mal sopportano di adattarsi ai continui cambiamenti delle persone

Le aziende per cambiare, hanno bisogno di
consapevolezza del management del fatto che si debba cambiare
voglia di cambiare
chiarezza sul cambiamento da effettuarsi
tempo e denaro per effettuare il cambiamento

La gente, detta volgarmente “i clienti” invece, cambia in un attimo, e spesso a costo zero
Basta che sappiamo di un’alternativa e… zac. Cambiamo. Punto!
Una bella analisi su questo cambiamento l’ha svolta Giuliano Noci
presentandola durante l’intervento del Golia del marketing, Philip Kotler
Quì c'è la presentazione

Tra gli aspetti più rilevanti, in Italia
Internet cresce a mille (e ridalli) col 45% della popolazione che naviga
Un italiano su sei va per blog (du iu nou passaparola?)
Dei cellulari non ne parliamo
L’attenzione ai temi ambientali è molto alta. Naturalmente solo a parole
per i fatti basta affacciarsi alla finestra
Si richiedono sempre più “esperienze di consumo personalizzate”
Si intravede quindi una soluzione: il legame tra le persone
I social network per esempio. Basti vedere giocodisquadra, straordinario esempio oristanese o, di tuttaltro genere, viadeo, linkedin, facebook, bloglog

E soprattutto lo sviluppo della cocreazione del prodotto
Questo splendido, attualissimo concetto, è padre e madre della personalizzazione più vera
e spesso della massima soddisfazione delle persone
Essa fa spesso giungere all’autostima, vertice della scala dei bisogni di Maslow
Attenti però a non cadere nella trappola, come ben descrive Giampaolo Fabris
nel suo blog Societing

Bellissimo, tra i tanti altri l'esempio del sito di fiat 500


E bravo Giulianeddu.

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