lunedì 26 maggio 2008

E' vera crisi?


Senza parole


... o meglio:
Perchè la gente regala soldi ad un comico e non ad un bisognoso?
Perchè in Italia si spendono 144 milioni in suonerie per cellulari?
Perchè l'Italia è la più grande consumatrice al mondo di acqua minerale, quando basterebbe aprire il rubinetto?
Perchè esistono le finanziarie per pagarsi le finanziarie, per pagarsi i jeans fighetti?
Perchè ad Oristano (citta piccola, certo non ricca, e pianeggiante) girano molti più SUV che biciclette, e non solo ad Oristano?
Perchè nei centri estetici, si fa la fila?
Perchè la gente va in macchina a fare Tapis roulant?
Perchè la gente paga per la lampada solare anzichè prendere il sole?
Perchè i videopoker sono presi d'assalto?

Insomma: non è che non ci sappiamo più amministrare?
La colpa è forse nostra, e non, come al solito, degli "altri"?

Credits: RosalIo via Leoaruta

lunedì 19 maggio 2008

marketing tribale




Cos’è una tribù?

Secondo Wall street Journal il termine sarà uno tra i 50 più importanti di questo secolo. Americani...

Apparteniamo a qualche tribù? Credo proprio di sì, e a più d’una.

Per neotribù s'intende un gruppo più o meno numeroso di persone che condivide un interesse, una passione, con tutte le conseguenze che ne derivano sugli acquisti e sui consumi.

Sono neotribù il gruppo della palestra, gli amanti della buona forchetta, quelli del surf, della discoteca, del partito, i genitori dei bambini dell’asilo, i tifosi... Perchè "tribù"?

In loro si riscontrano infatti una serie di caratteristiche:
- (alcuni) valori condivisi;
- linguaggio particolare, con alcuni tecnicismi più o meno spinti;
- abbigliamento tipico, sia per adattarsi alle esigenze che comunicare l’appartenenza;
- luoghi di ritrovo, legati alla fruibilità della tribù stessa;
- icone – idoli: i personaggi importanti o esemplari;
- ed infine le cose, gli oggetti di culto.

La neotribù possiede alcune differenze che la distinguono dalla tribù tradizionale:

- ci si entra ed esce per libera scelta (appartengo a un circolo o gruppo, ma posso mollarli senza vincoli. Nel passato in una tribù si nasceva e lì si rimaneva);
- Lo schema di regole, non è rigidissimo ma comunque rispettato: attualmente non si è, in genere, molto disposti ad inquadramenti troppo severi;
- ci si sta per un periodo di tempo limitato, anche nell’arco della giornata. Poi magari si accede ad un’altra tribù: si appartiene infatti anche a più d'una contemporaneamente: vado a lavoro, dove incontro una prima tribù di colleghi; poi calcetto. E due; a casa giro per blog. Tre; aperitivo con gli amici 4; poi sto in famiglia: 5. A volte di più, a volte di meno.

Il marketing tribale riflette su alcune caratteristiche della tribù: il forte senso di appartenenza, crea quindi una comunicazione rapida, credibile e molto efficace. Il passaparola all’interno di una tribù è potente. Il tamtam d’altronde, è il mezzo di comunicazione tribale per antonomasia.

Ancora, abbiamo schemi di consumo molto simili: gli appassionati di ciclismo consumeranno: bici, abbigliamento, cibi, ma anche film, libri, riviste, tutto ciò che riporta alla cultura della bici.

Lo stesso dicasi per gli amanti del cinema, di un certo gruppo musicale o della pesca con la canna.
Molto spesso l’appartenenza ad una tribù è esclusiva, nel senso che più è difficile accedervi, più si è importanti una volta accettati.

E quì il discorso si complica:
La tribù è chiusa per definizione. E' di nicchia, esclusiva. Escludere vuol dire ex-cludere: chiudere fuori (mi perdoni chi ha fatto il Liceo Classico).

Alcune volte per essere troppo desiderati, altri aspetti invece disgustano, vuoi spontaneamente, vuoi per pura invidia di chi non vi appartiene.

Quì s'inserisce il marketing virale. Esso viene trasmesso a da una persona, il "seminatore" (o seeder) ad altre che ritiene interessate al messaggio. Che lo trasmetteranno, "contagiando il virus". Via quindi con lo sviluppo di un passaparola formato video.

A volte la tribù si vuole mettere contro tutti coloro che non vi appartengono. E’ l’esempio di Zooyork e del suo video virale. Fa veramente schifo.

Ahug

Credits: Ouryourmarketing; Doctor Who

mercoledì 7 maggio 2008

Case di lana

Fare senza distruggere, nostro vecchio pallino

Edilana è un bellissimo progetto che promuove prodotti termo-isolanti fonoassorbenti e disinquinanti

100% di pura lana vergine di pecora sarda autoctona per l’edilizia, l’architettura, il design, l’arredo, il verde, la nautica, l’ecosound e altre applicazioni. Una meraviglia.

Fare case, insonorizzarle, isolarle con la lana.

Semplicissimo, naturale, efficace. Ovvio, e come tutte le cose ovvie… snobbate.

Marketing per sostenere l’economia, senza distruggere, riciclando ciò che altrimenti butteremmo, e bruceremmo.

E' un progetto orientato alla salvaguardia del tempo... che arretrati...

Lana e musica...

Lana e silenzio...

Lana e tempo...

Molto, ma molto interessante anche il concorso

Questo è un progetto straordinario. E' sostenuto dai Comuni di Guspini e una bella mano gliela dà anche Serrenti che ne vuole divulgare l’esistenza.

Noi ci siamo. Voi?

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