mercoledì 6 febbraio 2008

Marketing virale



videoSi parlava di pubblicità online. Uno strumento piuttosto interessante è il marketing virale: la pubblicità affligge. Disturba e invade, come Seth Godin spiegò bene quasi dieci anni fa. Purtroppo è vero, ma a volte basta chiedere “permesso?”. Il marketing virale consiste nel “contagiare” le persone che a loro volta ne contageranno altre. Naturalmente se sono predisposte. . . Non solo: produrre il video costa, ma distribuirlo no! Un bel risparmio! L’impresa crea il video e per la distribuzione si affida alla gente: Youtube è solo uno dei tanti mezzi, la blogosfera fa il resto... Il video mi piace, quindi lo giro ad un amico. Alè.
Per avere efficacia il video deve avere una o più di queste caratteristiche:

Violare un tabù, essere inusuale, essere oltraggioso, suscitare ilarità , essere straordinario o, paradossalmente...
Invitare a mantenere il segreto!!!

Si associa alla perfezione ad azioni di guerriglia marketing.

Si comincia a diffonderlo, rivolgendosi ai primi “untori”. Saranno loro ad inviare ai loro amici il video, fungendo da distributori, con buona pace delle tv tradizionali. Se piacerà, la diffusione procederà con una reazione a catena con due importanti pregi: 1) distribuzione gratuita (!); ma soprattutto si avranno alte probabilità che questo venga visto, dato che ci si fida degli amici, e la cosa incuriosisce. Altro che cambiare canale come per il solito spot tv. Ma chi segue questi video? Giovani sotto i trent'anni, ma non solo... Il discorso è ancora lungo... Hasta la vista!

2 commenti:

fabri scatena ha detto...

E' vero, il passa parola (word of mouth) è uno strumento potente per la diffusione del messaggio e che abbate i costi di distribuzione,ma, l'incognità sta nella misurabilità.

A me piace parlare di queste forme di mktg, come qualitative, in cui la misurazione può avvenire solo attraverso una ricognizione dei commenti in Rete.
Inoltre la pubblicità perde la cattiva reputazione di messaggio invasivo.

Per questo giro il link ad amici.

Marketing e Formazione ha detto...

Grazie Fabri... La misurazione del "buzz" è la croce di chi si occupa di questo modo di comunicare. Dici bene: il rapporto cliente fornitore passa da essere quantitativo a qualitativo. Bel problema per gli amanti dei report e delle statistiche. Ma se i conti tornano, sia nel breve che nel lungo periodo... A breve parleremo anche di Guerrilla!

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