mercoledì 17 dicembre 2008

Buon Natale


Buon Natale amici, buon natale nemici ed anche ai semplici conoscenti

Com’è stato il 2008? Figata? Dài il ‘9 sarà ancora meglio. Volere è potere

Natale: Natale è consumo, consumismo (almeno fino all’anno scorso)
Il trionfo della pubblicità

Le più belle pubblicità di Natale: la prima l’ho già messa l’anno scorso
Ma se si ripeteva Cocacola potrà ripetersi pure Il Riccio

Ed infatti per me era sempre la più bella. Rieccola

Un classico, ed un classico non è mai ripetitivo. Ri-buon Natale




Vi ricordavate poi questa? Io no. Bella, però: elegante e raffinata




Nella categoria della più cretina la lotta si fa aspra

Dopo lunga riflessione la scelta cade su questa del Mandorlato Balocco

Per carità! Il pleibec poi... Ma ve la ricordate Heather Parisi? Carinissima e fintotooonta

Ciao Eder




Un tormentone? Voila le Tartufòn…




Ma la cosa emozionante erano e sono le musiche. Sempre bellissime, memorabili

Un altro classico: "Oh, happy day" per Cinzano

Eccola, voglio lasciarvi con l'augurio di questa bellissima musica

Un grande abbraccio, e che il ‘9 sia molto ma molto più positivo dell’8


Ebbaaasta con questa crisi



Ringraziamo sentitamente Spot80. Ciao boys!

lunedì 15 dicembre 2008

Marketing etico


L’etica è un valore

E se lo è vuol dire che qualcuno sarà disposto a pagare un prezzo in suo nome

Sicuramente l’etica è un valore soggettivo Ciò che è etico per me non è affatto detto che lo sia per te

L’etica è un prodotto di nicchia. Credo però che la nicchia stia diventando sempre più grande e, viva i paradossi, con la “crisi” l’etica vive una nuova stagione fortunata: di Edilana abbiamo già parlato no?

Etico per me è ciò che rispetta gli altri e l’ambiente. Tante persone trovano che non sia possibile produrre senza minacciare l’ambiente. Il presidente di Confindustria Marcegaglia per esempio, ritiene che ridurre le emissioni inquinanti sia un disastro per la produzione. Bè, ha un’acciaieria, un autentico disastro etico, la posso capire.

Non capisco invece chi si ostina a non voler vedere le enormi opportunità di crescita che sono legate alla tutela della salute, della natura e della bellezza

Un bel progetto da questo punto di vista l’ha sviluppato la Regione Toscana, con Fabricaethica che ha inteso avviare un processo virtuoso di cooperazione con la realtà produttiva locale e il territorio in cui essa si colloca. Alè

Ne è nata la certificazione di responsabilità sociale SA 8000, primo e unico standard internazionale di certificazione per le aziende che perseguano il proprio profitto nel rispetto delle componenti ambientali e sociali che circondano l’impresa stessa

Sono previsti, naturalmente, dei contributi per le aziende che intendano acquisire tale certificazione

Quì il video promozionale
. Bello.

martedì 2 dicembre 2008

Zorro ad Oristano




Zorro è un guerrigliero solitario

Ad Oristano però no. Quì Zorro è una creatura composita, è uno Zorro molecolare fatto di decine e decine di persone aggregate sotto un cappello



Egli interviene nella sonnecchiosa vita oristanese, col suo stile messicano forse infuse dal paesaggio nello spirito delle persone. Come la vita nei luoghi di Zorro, che pungola con dei guizzi in perfetto stile “guerrilla marketing” la sbadigliante società locale



La sua discesa in campo, naturalmente, è sempre dovuta a motivi sociali:

la prima volta fu per mantenere l’antica tradizione delle sfilate in maschera prima della Sartiglia. Ma le maschere ufficiali sconfissero le maschere popolari ed il Carnevale oristanese, da allora, non ebbe più satira. Una vergogna, una piccola tragedia culturale, che evita però imprevisti in passerella. A Carnevale



Stavolta il senso è diverso: si vuole costruire un traliccio di 27 metri per porvi delle antenne telefoniche. Questo in zona semicentrale, vicino ad asili, negozi ed abitazioni. La diatriba sulla salute dei bimbi e degli adulti impazza. E Zorro s’intromette



Ora, io non so se e quanto facciano male queste antenne

Sicuramente bene non fanno come non fa bene stare attaccato al cellulare tutto il giorno come faccio io da anni. Ma le antenne forse sono più potenti, e danneggiano tutti, non solo i cretini Purtroppo il “forse” domina nelle le conversazioni degli esperti in materia, e la gente percepisce insicurezza. E preferisce il no


Ma non voglio parlare di salute, non ne capisco niente


Preferisco parlare del problema estetico, dove tutti siamo bravi. “Oristano città di bellezza” era lo splendido slogan che vinse qualche anno fa: ridicolizzato

Un traliccio di trenta metri in una piazzetta che, anziché essere valorizzata come doveroso in una comunità viva e vegeta, verrebbe deturpata grazie a questo benedetto traliccio. La campagna è a un chilometro, proprio non si può fare un po’ più in là? Poi, un giorno, parleremo di marketing turistico, la medicina in nome della quale un territorio tra i più belli del mondo sia ancora a livelli tecnicamente coloniali…

Farei notare infine che ad Or i telefonini prendono benissimo dappertutto, ma non dev’essere questo il punto


Zorro dicevo significa guerrilla marketing, padre adottivo del passaparola

Il suo arrivo improvviso e la scomparsa fuminea ne caratterizzano i tempi d’azione.

La partecipazione delle persone ne decretano il significato sociale

La fantasia la spinge nel campo della comunicazione: un guerrigliero è sempre un grande comunicatore, diversamente da un soldato convenzionale

La comprensione e la soddisfazione rigorosa dei diritti dei locali ne legittimano l’esistenza Ma avrà sempre ragione il guerrigliero?

Dunque: quali mezzi userà per trasferire il suo "message", cioè che è contro le antenne e perchè?


Zorro non fa pubblicità

La risposta sta nelle emozioni e nei risultati che farà provare alle persone: come, e che cosa vorrà comunicare. Ma non comunica solo lui. La gente ne parla. Inizia il discorso


Z


sabato 29 novembre 2008

Fumetti alla radio









A qualcuno di voi piacciono i fumetti?




Bene. Seguiamoli alla radio!!!




Da giovedì 20 novembre Radio Popolare Roma un’emittente con la quale stiamo facendo degl’interessanti discorsi, ha iniziato la programmazione di “Stelle e striscie” programma radiofonico prodotto con la collaborazione della Scuola Romana dei Fumetti



Dalle 21.00 alle 22.30, con tre conduttori-fumettari doc. Quiz, sketch, notizie dal mondo del fumetto con interviste a sceneggiatori, disegnatori e professionisti della lettura disegnata: chi, veramente, di fumetto se ne intende





Visto l’argomento che tra marchettari si definisce “di nicchia” e quindi very tribal, fate buon tamtam tra i vostri amici interessati al fumetto




E’ una trasmissione che ispira…

Yuk.

sabato 15 novembre 2008

Parlare in italiano






Su Facebook si dice tantissimo, ma mi piace da matti una cosa: che lo chiamano “Faccia libro



Che bello parlare in italiano



E’ la prima volta che una “cosa” americana che arriva in Italia col suo nome in inglese e noi lo chiamiamo in italiano. Altro che welfare!




Faccialibro è una curiosissima rete sociale. E’ praticamente la cosa più richiesta dal mercato oggi
Ops.. ho detto mercato? Volevo dire Società. Dalla gente, cioè


Una rete di conoscenze, la nuova economia che prende corpo, che impariamo a usare… No, non volevo scrivere di questo. Ma del fatto che Faccia libro lo si chiami in italiano. Che bello


Mi sembra un altro segno che il posmoderno sia in arrivo. E questo mi piace, mi intriga
Il ritorno alle radici ma senza essere radicali: lo si coniuga con la tecnologia, ed internet ne è il simbolo



Mentre scrivo, proprio su FL si presenta un amico del mare, che non vedo da molti anni. Naturalmente accetto. Un attimo e già mi scrive che si sposa. Figata, mi fa piacere
Chissà quando l’avrei saputo, senza FL. Certo, avrei campato lo stesso.
Ma è un piacere in più
E lo vengo a sapere mentre sto scrivendo, giuro. Il post era già iniziato



Infatti non volevo parlare di questo



Volevo dire che è bello parlare in italiano

domenica 2 novembre 2008

Marketing sociale





Il sociale è merce seria, e tollera un linguaggio forte

Non si vende un prodotto ma un modo di comportarsi “giusto”


Quindi c’è licenza di non andare per il sottile e di alzare la voce più degli altri, mentre in giro infatti c’è troppo rumore


Ecco alcuni esempi di marketing sociale, messaggi forti, duri e crudi ma per questo efficaci, e giustificati nel loro fine

Diretto e certo efficace quello sull’abbandono dei neonati. Ricorda tanto Elio e le storie tese nell’indimenticata “Cassonetto differenziato per il frutto del peccato”, brano di cinica denuncia della tragedia.


Contro l’abuso degli alcolici nei locali notturni non può non fare effetto questa. Non pensate?

Ma ancora gli esempi sono numerosi ed i cancelli della censura si allargano permettendo alla creatività di sciogliersi


Per sua natura è un argomento consono alla comunicazione di comuni, ministeri, istituzioni




Avendo spesso bisogno di particolari autorizzazioni, o di affrontare

procedure burocratiche insolite, esse possono ottenerle con maggiore facilità rispetto ad un'azienda commerciale privata


Un esempio dal Comune di Verona sulla sicurezza stradale




Frequentissime poi quelle legate alla prevenzione in sanità. Molto forte quest'esempio di comunicazione sulla prevenzione dei tumori al seno. Certo non puoi non notarla, ed il messaggio arriva dritto dritto, forte e chiaro. Si noti anche che l'investimento economico è veramente ridotto.



Fortissima questa per la sensibilizzazione sulla sclerosi multipla. Quando la pubblicità ti fa fermare un attimo a riflettere, ecco, in quell'istante sta facendo il suo lavoro. Nel momento in cui rifletti interiorizzi il messaggio, lo digerisci, soprattutto lo ricordi. E ne parli...


Potevano mancare poi quelle contro il fumo? Quì la casistica è sterminata, uno degli esempi che più mi hanno colpito è questo. Mi ha fatto veramente impressione



Non mancano naturalmente gli esempi virali, i video cioè che si fanno girare in rete via passaparola. E' chiamato "word of mouse" in luogo del tradizionale "word oh mouth"


Sorry ancora, il video è in inglese, ma il significato già è in esperanto...


Un'interessante scuola di pensiero è invece quella legata al Green marketing, ispirata alla sostenibilità ambientale. Si torna a parlare di imprese, ma che svolgono la loro missione con un'etica ben precisa. Ecco il link ad alcune riflessioni tratte dal blog dei miei cari amici di ninjamarketing

Un grazie ancora e complimenti a Fables di Bloguerrilla per il suo straordinario blog

Salute ragàzz...

giovedì 30 ottobre 2008

Vopium





Chi non odia le tariffe telefoniche?
Chi ci capisce sed’è più conveniente
una tariffa o un’altra? Marò...
Anche chi ne sa quando gli chiedo consiglio mi risponde con una raffica di domande sul mio traffico che non so rispondere e quindi niente consiglio

La loro promozione poi, è il peggio del marketing diretto, quello che ti squilla proprio quando...
Insomma gli alfieri dell'"interruption marketing"

Ma forse ho una dritta:
Un amico, Alex Badalic persona che non ho mai conosciuto dal vivo ma mi piace, mi fa una segnalazione che vi giro
Si tratta di risparmiare un botto sulle chiamate internazionali. Doddore Meloni se lo comprerà subito…

Ecco il loro comunicato stampa

Conosco Alex da un annetto ed è sempre stata una persona splendida
Molto avanti su tanti argomenti a me cari, persona he sa regalare il tempo

Un blogger amico, insomma

Valutate voi. A me non chiedete, non m’intendo


A presto

domenica 26 ottobre 2008

Uomo dell'anno











L'uomo dell'anno oggi è Peppe

giovedì 23 ottobre 2008

Alluvione a Capoterra

Dalla newsletter del Comune di Serrenti

DIAMO UNA MANO D'AIUTO A CAPOTERRA

A Capoterra si cammina ancora nel fango.
Ci sono ancora dei dispersi.
Uno è stato appena ritrovato vivo. Ne mancano due

Le forze locali non bastano per fronteggiare la situazione di emergenza

C'è bisogno di aiuto e volontari per dare una mano a risollevare la situazione

1. Chi vuole essere d'aiuto può ricevere informazioni al numero di telefono dell'unità di crisi che è il 0707239233

2. La Protezione Civile ha allestito un presidio presso la Scuola di Via Amendola http://maps.google.it/maps?rlz=1C1GGLS_itIT297&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=via+amendola+capoterra&um=1&sa=X&oi=geocode_result&resnum=1&ct=title

In questo presidio vengono smistati i volontari secondo il bisogno e le esigenze

3. La SS 195 è stata cancellata dall'alluvione
L'unico modo di arrivare a Capoterra è passare dalla zona industriale di Macchiareddu http://maps.google.it/maps?rlz=1C1GGLS_itIT297&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=via+amendola+capoterra&um=1&sa=X&oi=geocode_result&resnum=1&ct=title


4. Servono vestiti in buone condizioni, soprattutto per bambini, biancheria intima, pannolini e acqua

PRIMA DI PRENDERE QUALUNQUE INIZIATIVA E' IMPORTANTE CONTATTARE
L'UNITA' DI CRISI AL NUMERO 070 7239233

Marketing poetico



La narrazione, il piacere delle sensazioni sottili, lente, dense di significato.

Un prodotto o una marca che ti facciano riflettere senza fretta.

Delle cose che ti donino tempo. Io un’idea ce l’ho, e la conoscete. Cos’altro si può creare alle soglie del 2010?

I miei piedi toccano la Sardegna, la mia testa è ben oltre un metro più in alto. Uso entrambi.

Voglio un prodotto concreto, ma anche un’idea una sensazione ed uno stato d’animo che mi stimolino a fare qualcosa. Fare, che bello

mercoledì 15 ottobre 2008

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


da Gofar, sezione di Oristano


"Carissima/o,

ti presento due eventi straordinari da non perdere...

..Marc Ribot Trio e Pregaries
(cine-concerto di Franca Masu,
Daniele Dibonaventura,
Alessandro Girotto e al.).

I biglietti per il primo concerto sono in prevendita a 5 euro + 1 d.p.: puoi rivolgerti direttamente a Dromos per acquistarli.

Naturalmente se volessi contribuire in maniera più
significativa e collaborare per vendere i biglietti, sentiti libero di farlo...tanto di guadagnato per la ricerca scientifica!!!

...d'altronde se consideri la levatura degli artisti e soprattutto la finalità, ti sarà chiaro che questo di 5 € è un prezzo simbolico...!!

Per il secondo concerto, Pregaries, l'ingresso è ad offerta libera.

Fai girare questa mail il più possibile.
Ti ringrazio sin d'ora: so che ci sarai! Ti aspettiamo!"



Buona fortuna a tutti

lunedì 13 ottobre 2008

Ricatto sulla sicurezza














La sicurezza sul lavoro è argomento di importanza assoluta

3 morti e ventisette invalidi sul lavoro ogni giorno sono numeri impressionanti: più dei morti ammazzati!
Forti di questo verità, tutta una serie di Mafie e mafiette costringe le persone, ovviamente per legge, a subire un certo ricatto

Certo, se sono la Vontissen è chiaro che gravi problemi inerenti la sicurezza sono da considerare e prevenire

Ma anche una piccola impresa di costruzioni, è naturale, va incontro ad una lunga serie di problemi banali e non banali

Oppure una cucina: io avevo una gastronomia e lavorarci non era semplice: forni, fiamme, gas coltellacci, minipimer, impastatrici, detergenti, alcol, veleni, acidi, molta elettricità e pure in ambienti umidi, ghiaccio, oli, clienti arrabbiati… La sicurezza lì è seriamente cosa seria


Ma:
chi vende scarpe non corre questi rischi, anche i clienti sono meno incazzosi. Una cartolibreria non ha gli stessi problemi di una fabbrica di vernici. Chi vende fiori non è una falegnameria
Lo scandalo è che, in nome di una sacrosanta sicurezza si fa di tutte l’erbe un fascio (ho detto fascio?). E più è sacrosanta, più il ricatto si fa pesante. Ma basta…
Io faccio formazione, organizzo corsi di marketing: bene, mi hanno insegnato come spostare le scale nei cantieri, mi hanno spiegato che se lavoro al porto devo usare scarpe antinfortunistica a sgancio rapido (tipo Crocs, mì) perché se cado in acqua non vado a fondo per il piombo

Si spiega quando usare il caschetto non mi ricordo più bene in quali condizioni. Ma io continuo ad insegnare senza casco
Erano tutte cose interessanti, molto interessanti. Ma inutili perché io non le applicherò mai finchè farò questo lavoro, e con me qualche milionata di commercianti, professionisti e alcuni tipi di artigiani. Ma tutti zitti sennò sei un criminale
Gli interessi legati a questo business sono vasti. C'è anche dell'ottimo, sia strachiaro: il corso che ho fatto io era in sè molto serio. Ma le tante lobbies che fan sì che il legislatore imponga alle masse dei corsi standard, c’hanno visto bisness mica male. Formatori, istituti, materiali… milioni di partecipanti costretti per legge a formarsi su argomenti del tutto fuori luogo


Sono convinto che la sicurezza in termini così generici vada insegnata, e bene, dalle scuole superiori, almeno negli Istituti industriali, nei tecnici, nei nautici. Al Classico già non so…
A me può succedere che mi prenda fuoco la tastiera, e poco altro. Mai mi hanno fatto usare l’estintore. 16 ore di vita, di lavoro, e un paio di centinaia di euro potevano esser spesi molto meglio, in nome della sicurezza. Il voto è zero

Proprio non è possibile cambiare qualcosa?

Take care…

martedì 7 ottobre 2008

Dove va la finanza 2


Ehi, ragàz: ora si scopre che la finanza italiana è migliore di quella americana. Andiamo bene...

Se c'è un sistema finanziario che è un cesso è quello italiano. Pare invece sia tra i migliori del mondo. Umpf...

Spacciano per prudenza
la pavidità e l'asservimento
Che faccia: fuori pulitissimi ma dentro ...

Ridere non è il caso, ma avete mai notato quanto si ride ai funerali?

Che il disastro fosse alle porte l'avevamo annunciato già il 26 agosto ma chi si aspettava in tempi così rapidi? Uff... manco il tempo di organizzarci, sempre così di fretta

Bè, vediamola in positivo: ora è tempo di comprare (con quali soldi?)! Ottimi affari sui titoli e soprattutto sugli immobili, magari a Niuiorch. Pare che un appartamento a Manhattan costi come un buon usato a Torangius, quartiere pop oristanese. Forse è esagerato, ma tra un mesetto ci saremo: lì la crisi sta picchiando duro duro, non come da noi che, tutto sommato prendiamo sberle ma stiamo ancora in piedi
Ancor più seriamente: in oriente se ne fottono
Oh è il momento di vendere lì, davvero!
Internet lo permette, ripetiamoci, ed allora vai:
Russia, Cina, Esteuropa, basta che sia est Aumentare i prezzi ed andare là. Dieci volte tanto almeno, ve lo dice uno che ne capisce ; ||

Decuplichiamo
i prezzi, tanto lì deducono la qualità da quello, in fondo non ne capiscono! Un bel sito in lingua slava (l'inglese è superato, baby), e siamo a metà dell'opera. L'altra metà? Chiedi troppo...
Bottariga, vernaccia, marmi e graniti, vestiti calzature, mobili, artigianato bello, bellissimo quello italiano. Siamo i maestri e là ora i soldi ci sono, quelli contanti, veri, non a chiacchiere come ad ovest

Valutati e forse sopravvalutati come non altrove i nostri prodotti possono trovare là il giusto posto dove essere apprezzati. Adesso, però. Domani non lo so

lunedì 22 settembre 2008

Formaggio da guinness

Il Casu marzu è Il formaggio più buono del mondo
Il numero uno, il più prelibato, saporito e trasgressivo del pianeta, su Casu Marzu, il sardissimo formaggio marcio, coi suoi vispi vermetti di mosca (piophila casei), entra nel mio guinness dei primati
Ma anche in quello ufficiale che, banalizzando il suo ruolo di alfiere anti haccp lo considera uno dei prodotti più pericolosi del pianeta. Andiamo, bambola…
Certo, la sua vendita è vietata per legge. Ma questo è uno sciocco dettaglio: anche la morra è vietata dalla legge
Genuino per definizione, i sapidi vermicelli saltellanti nascono infatti dal naturale deposito delle uova di questi simpatici insetti. Uno dei prodotti più antichi di quest’antica terra viene pubblicizzato in maniera straordinaria dalla prestigiosa pubblicazione annuale. Thankyou babe


Manco fosse un wurtsel, fatto con chissà quali scarti delle carni di terza scelta, con aggiunta di sieri, polveri, e chimica che manco montesdison
O una margarina? O un dado da brodo?
Ma non sono un nutrizionista, dietologo o ristoratore: sono solo una discreta forchetta oltre che formatore di marketing. Che ci vedo quindi qui di attinente al nostro blog? Ancora: il passaparola negativo, una delle pubblicità più efficaci e gratuite. Il formaggio vanta 28.200 citazioni su Google. Cresceranno? La domanda non mi sembra banale perché questo è un prodotto perfettamente adatto alla vendita online
Quanta pubblicità porterà questa pubblicazione al formaggio bandiera della nostra tavola?
Credo molta, spero altrettanta

Cheers. Ops… cheese

lunedì 15 settembre 2008

sabato 13 settembre 2008

Tira a Campari...




Campari
ci ha abituati da sempre a pubblicità bellissime e trasgressive

L’eros è sempre stato centrale nella sua comunicazione

Stile di vita voluttuario motoscafi Riva, macchinoni, grandi opere d’arte

Arte: tutto è raffinato nel mondo Campari: la sua bottiglietta? Splendida la forma, il rosso colore, attraente al tatto con la sua particolare ruvidità... Opera di Depero, che con il Nostro collaborò a lungo

Quanta arte ha ispirato e quanta ne ha prodotta... Anche Federico ha girato per lui

Non trascurerei poi i calendari
Stupì ancora con una delle prime pubblicità saffiche dove un certo Alain Delon veniva mollato per una donna

Una ancora più ambigua…

Ricordo che su Cuore, l’ultima rivista satirica italiana, “La ragazza del Campari” era in classifica tra i motivi per cui vale la pena vivere. Ero e resto d’accordo

Trasgressione, si diceva. Ma una volta trasgredito… non è più trasgressione e diventa routine

Quei mattacchioni allora che s’inventano? La trasgressione politica! Tabù pubblicitario

Uno spot con un sottofondo musicale dal sottile richiamo fascista
una musica in stile Ventennio. Grandi

Oh… non giudico la politica. Parlo dello spot

Ma il Campari è di destra? Forse sì… in effetti lo stile di vita al quale si appella non è esattamente proletario sebbene il camparozzo non dispiaccia, oltre che a me neanche alle masse

Ma: esclusività, eleganza, jet set, tendenza ambiguità, tacchi a spillo e un certo sadismo diffuso… Comunque sia uno stile borghese non certo proletario

Se si considera poi che un vistoso ritorno agli stili destrorsi pare sia in atto…
Che glie lo insegno io, a Campari, a fare la pubblicità?

Cambia tutto però lo spot più recente: non mostra affatto opulenza ma giusto un buon tenore di vita: qui si punta sul farsi offrire l’aperitivo piuttosto che pagarlo a tutti Arrivata la crisi?

Già, la destra si massifica e anche per l’aperitivo ci si deve fare i conti, oggi

Mi si dirà: uè, ma non scherziamo, la pubblicità innescherà polemiche

Uè… meglio di così? Il passaparola negativo, come già espresso in altri post è sugo per questo tipo di prodotti cioè trasgressivi e comunque “di nicchia”

Ma basta una musica anni ’30 per dire che il Campari è di destra?

Salute

venerdì 5 settembre 2008

Il Riccio


Chi è il Riccio? Scusatelo… Non si era manco presentato

Regola di base della comunicazione è che se ci si conosce è più facile capirsi

Chiaro: si comprendono meglio i codici linguistici: “elegante” per Giorgio Armani ha un significato, per un rapper di Losangeles ben altro. “Ricco” per un banchiere svizzero ha un significato, per un asceta hindu un altro

Conoscersi bisogna

Ama l'arte e la cultura ma è profondamente ignorante

Adora la sua Sardegna ma non sa parlare il sardo

Lavora tecnologico ma non sa usare i programmi

Ama la vita e la compagnia ma esce poco

Vive con la musica ma non sa suonare

Prende in giro ma è permaloso

Insegna marketing ma non lo sa fare...

Approfitto di un'occasione e mi affido allora a questo video: alcuni aspetti li centra

Tu, chi sei?

Felice uichènd

lunedì 1 settembre 2008

Buon anno


Felice capodanno!

Settembre in sardo si dice “Cabuannu

Saggezza… Il vero inizio d’anno infatti da sempre coincide con l’arrivo dell’autunno: meglio, con l’inizio dell’anno agrario

Esso infatti ha sempre scandito la vita, l’economia, il lavoro e le feste di tutte le persone. Un Capodanno vero, antropologico, istintivo, non come gennaio che è più un capodanno commerciale, al neon, moderno, imposto

A settembre rinizia tutto: la scuola, il campionato, il lavoro (per chi ha staccato), si rifanno progetti belli ricchi di buoni propositi ed ottime intenzioni

Giù le idee, allora. Come usciamo da questo benedetto pantano di crisi? Da questo stato d’animo negativo troppo, troppo diffuso tra tutti? Servono idee e progetti, molto più che capitali, forza. E naturalmente serve tanta formazione….;)))

Auguri a tutti. Felice anno

martedì 26 agosto 2008

Dove va la Finanza?


Ben trovati ragà! Fatto buone vacanze?
Io sì: ero in Sardegna…

Riflessione: mi puzza che la Finanza, il Sistema finanziario sia ormai del tutto tutto sballato

Un imbroglio d’accordo, ma a parte le facilissime generalizzazioni, è ormai fuori dal tempo
Ed oggi non può più tenere

Per sua natura infatti, il fatto di prestare risorse spostando in un attimo capitali da un’impresa a un’altra, porta inevitabilmente a concentrarsi sull’utilizzo immediato delle risorse stesse piuttosto che alla loro resa nel lungo periodo

L’impresa invece, cioè l’economia che progetta, realizza e vende, è meno mobile ed ha necessariamente obiettivi di più lungo periodo. Al giorno d’oggi tre-cinque anni all’incirca, mentre nel Novecento si pianificava tranquillamente a venti o trent’anni. Eppure non è passato molto tempo, da allora

La banca, o chi ti fornisce risorse come denaro, merce o comunque valore -insomma chi ti finanzia- i risultati li conta molto a breve: nella Grande Finanza, quella con la effe maiuscola, si valutano i risultati delle aziende ogni tre mesi: la Trimestrale. Una certa miopia operativa diventa congenita

Non voglio fare il talebano, è chiaro che senza le banche, il prezioso lavoro della finanza, l’economia forse non esisterebbe. Ma attualmente …

… Attualmente il momento è assai strano:

le imprese, certo più vicine alle persone rispetto alle banche, soffrono perché non riescono a decifrare il mercato fatto oramai da persone e non più da clienti

Le banche, che tipicamente con le persone hanno poco a che fare, sono di gran lunga più lontane dal comprendere il fenomeno. Lo stesso nome “Ragioniere”, pedina operativa della banca, è figura che si è sempre vantata della propria ragione, non certo della passione o dell’emozione. Manco gl’ingegneri o gli avvocati hanno mai osato tanto. Vabbè …

Che il sistema finanziario abbia fagocitato un’immensità di risorse dalle persone è fatto noto Ma il crollo ora può essere vicino

Uno degl’indici più importanti utilizzati in finanza è il PIL, il Prodotto Interno Lordo, che però non ha nessun significato economico, visto che misura sì la produzione, ma non ha nulla a che vedere con la soddisfazione dei bisogni, cioè con l’economia. Esempio: se sto male per il caldo, ed accendo l'aria condizionata, aumento il pil. Se sto di lusso al fresco invece, ahiloro, il pil rimane fermo. Non so se mi spiego...

Attenzione che sto ragionando: le imprese hanno bisogno di capitali per i macchinari, le materie prime, ed i trasporti. Più le infrastrutture

Oggi serve più l’informazione che il bene materiale (poche storie, è così)

Ma l’informazione non ha bisogno di materie prime, né di macchinari o trasporti. Non ha bisogno di capitali

E’ un’economia leggera quella di oggi, fatta di trasmissione di informazioni e conoscenza. Ce ne sono fin troppe, il problema è semmai la loro selezione e riorganizzazione

Oh… io mi sdraio su un divano, non su un’idea. Mangio bistecca, non chiacchiere. Ma rispetto a tutto quello che consumo, le chiacchiere e le idee sono prevalenti sul prodotto concreto rispetto a quanto non lo fossero Novecento. In quell’epoca se volevo una “personalizzazione” me la facevo da me, mentre oggi la compro o comunque me la faccio fare. Anche nei bricocenter è tutto già fatto, no?

Naturalmente la soluzione io la conosco, e subito ve la rivelo: collaborare con le altre imprese Ma certo: non mi creo una struttura, ma la prendo “in prestito”, cioè la noleggio, per il solo tempo per cui mi servirà, dalle imprese specializzate del particolare settore. Che si tratti di beni, di lavoro, o di idee

Ovvio, no?

giovedì 21 agosto 2008

Sei gradi di separazione


Che il mondo fosse piccolo lo dicevano già i nostri nonni.
Ma adesso…

Lo so, arrivo tardi, lo sanno in tanti Però che con solo sei persone si arrivi a contattare chiunque nel mondo, mi sa di impossibile. Invece è vero. Tutto vero.

E se ora calcoliamo che le nostre reti di relazioni sono moltiplicate in maniera quasi diabolica (ehi… il sei è il numero satanico…) allora forse ne bastano ancora meno!
Mi viene un certo squilibrio…

La storia inizia già nal 1929 con un breve racconto, poi dei modelli matematici dimostrarono la fondatezza della teoria. Nel 1967 la dimostrazione pratica: si può arrivare a contattare qualsiasi persona nel mondo passando attraverso sei sole persone.

Qualsiasi vuol dire che si può trattare di Giorgetto Bush come di un’infermiera di Ulan Bator o un minatore dell’Angola !

Riporto pari pari la spiegazione di wikipedia:

Nel 1967 il sociologo americano Stanley Milgram trovò un nuovo sistema per testare la teoria che egli chiamò "teoria del mondo piccolo". Selezionò casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto ad un estraneo che abitava nel Massachusetts a diverse migliaia di chilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario la sua occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma non l'indirizzo preciso. Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all'esperimento di mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio avesse il maggior numero di possibilità di conoscere il destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via fino a che il pacchetto non venisse personalmente consegnato al destinatario finale

I partecipanti si aspettavano che la catena includesse perlomeno un centinaio di intermediari e invece ci vollero solo (in media) tra i cinque e i sette passaggi per far arrivare il pacchetto. Le scoperte di Milgram furono quindi pubblicate in Psychology Today e da qui nacque l'espressione sei gradi di separazione

L’argomento sta tornando d’interesse. Se ne parla anche su Comunicazione Italiana,
sul Corriere, su Repubblica ...

E su Facebook è scattato il giochino: very intrigant…

Il succo del discorso comunque è questo: la relazione e la conoscenza sono il reale valore per le aziende e le persone. Siamo a sei persone di distanza da chiunque

Siamo tutti vicini di casa: può essere utile?

Ciao

martedì 22 luglio 2008

Marketing Mediterraneo


Sarà il desiderio del mare, o forse ho solo voglia di parlare di cose serie

Ma il Marketing Mediterraneo è argomento di vera importanza

L’influenza degli stili di consumo anglosassone, più ancora “americani” si sta fortemente attenuando

Il baricentro dello stile di vita si sposta, per noi, più da questa parte

Ma attenzione: il Mediterraneo è la “terra” più complessa del mondo.
Dal punto di vista culturale, sociale, religioso, da sempre, sono sempre “successe più cose” qui che altrove. Che io sappia, naturalmente

Il Mediterraneo è un mezzo di comunicazione

E tira un’aria tesa, sul mare, da un po’

Marketing, non divaghiamo. Un umido libeccio scalda le riflessioni di pensatori vicini alla disciplina, scoprendo la realtà: siamo nei guai?

Quali? Dice che una buona domanda è meglio di una buona risposta: sono d’accordo
Ampelio Bucci dice: "Le pattumiere di Napoli"
(ma quel problema ormai è risolto...))
"i morti a Beirut, l’inquinamento al Cairo, le carrette del mare con gli immigrati, i problemi di integrazione, la povertà"...

Forse che le persone vogliono essere ascoltate, e le imprese non lo sanno fare, per esempio.

Quì c'è una bella intervista a due personaggi particolarmente interessanti: Bernard Cova e Giampaolo Fabris...

Chiariamo un’altra cosa: sono le "opere", cioè le invenzioni concrete, che cambiano le discipline (L. Khan). E il marketing, lungi dall'essere una scienza, è una disciplina. Gli insegnamenti vengono da maestri che non appartengono ad alcuna graduatoria. Sono quelli seguiti dalle persone che, con l'acquisto, pagano poi di tasca propria (non sempre...)

Allora, quali sono i guai che ci affliggono?
Certo, in senso metaforico, non sono (siamo?) mica nei guai, io. Ma ho timore, sono un padre

Di una cosa sono sicuro: non ci sono più certezze. Tutto cambia velocemente ed in maniera emotiva. L’era della ragione, quella logica, matematica, industriale, cede il passo all’era della sensazione, dell’emozione, del sentimento. Dell'ideazione e della condivisione.
Per quanto tempo non so, ma mi profuma che non sarà cosa di breve periodo
Anche perché se condivido un prodotto in parte vi devo rinunciare, se condivido un'idea invece non me ne privo, anzi è probabile che venga perfezionata

Possono le aziende riconvertirsi a questo “modello di bisness”? Devono. Non per vendere fumo anzi. Per vendere reale soddisfazione. Molti, troppi prodotti “concreti” erano solo fumo Dall’acqua all’automobile. Valgono molto di più sensazioni immateriali come la sicurezza, il benessere, il tempo. Soprattutto il tempo

Il durante, infatti, più che la fine. Cioè si apprezza più il co-creare un prodotto che non utilizzarlo Una metafora: è più bello navigare che non arrivare a destinazione. Per la prima c’è la barca a vela, per la seconda va meglio il gommone. E’ il postmoderno, fatto di tempi più dilatati e sostenibili

E’ il tempo della curva, altra metafora simbolo della flessibilità, che non della linea retta simbolo dell’efficienza. E’ un tempo più femminile che non maschile. Dell’emisfero destro della nostra mente non di quello sinistro. E’ tempo di pensiero laterale, creativo e collaborativo, più che non “verticale”, logico, schematico ed individualistico

Ancora, più della fedeltà che non della conquista

E’ tempo di desideri, non di bisogni. Ma i desideri sono insaziabili, almeno secondo Freud…

I “Bi-sogni”. Figata, vero?

Ma noi siamo della piccola impresa, che ci frega di questa gazzosa? Chi pensa così chiuda pure col mio blog. Mi rivolgo a chi si vuole rimettere in discussione, mi pare che i tempi siano maturi… qualcosa forse sta andando a marcire.

E infatti è anche il tempo del piccolo contro il grande: si moltiplicano le nicchie, mentre i segmenti sfuggono, diventano indecifrabili.

Quì c'è un breve video di Chris Anderson, che ha teorizzato molto bene il concetto (sorry... it's in english)

Giuseppe De Rita, grande osservatore della società, rimane disorientato. Scrive: “gli italiani sono oggi incomprensibili. La società è sempre più sparpagliata. Spezzettata. È una mutazione che non so spiegare. Dieci anni fa avrei parlato di neoborghesia, venti o trent’anni fa di sommerso o di postmodernità.
Quella di oggi è una società a coriandoli. Non la si può studiare se non antropologicamente. Detto da me da un sociologo, è come se mi tagliassi i coglioni


Ancora Bucci, da cui ho tratto ispirazione per questo post, saggiamente osserva:
"chiariamo prima i problemi, poi cerchiamo le soluzioni"

La strada, meglio, la rotta quindi è indicata Partecipazione, collaborazione, condivisione

Vorrei raccogliere degli spunti pratici per vedere come possiamo trovare dei prodotti, dei servizi, o comunque delle emozioni, degne di essere pagate un certo prezzo
o ancor meglio scambiate, che seguano tale rotta

E’ un brainstorming : non dobbiamo avere paura di dire stupidaggini
L’importante è non farle. Non troppo grosse almeno…

Ci sono ricascato: “Brainstorming” è un termine militare, psicoinglese, incomprensibile
Non certo mediterraneo
In italiano, più prolisso, sta per tempesta di cervelli, una trasfusione creativa d’idee seguita da una fase logica di rimessa in ordine delle idee stesse, di una loro selezione e gestione per metterle a frutto

Trovare quello che le gestisce… il manager. Figura rara qui da noi

Ora poi c’è una strana tendenza in atto: l’uso di un linguaggio più evangelico, più religioso comunque partecipativo: qui un breve approfondimento di Marco Massarotto

Che coincidenza, visto che il Mediterraneo è una culla delle religioni…

Allora: quali caratteristiche vorremmo nei nostri prodotti, o servizi, o emozioni?

Mediterrate, gente. Mediterrate

ps. A settembre, in Puglia, RING organizza un incontro che pare molto interessante
Quì c'è la presentazione

lunedì 14 luglio 2008

Il mercato delle esperienze

Il modo più efficace per avvicinarsi alla gente, per una marca, è quello di far vivere esperienze

Il prodotto è fine a se stesso, l'esperienza è fine a me.

Il compito di una marca infatti, è di farsi ricordare. Se non ci si ricorda la marca addio fedeltà, con buona pace di tutti gli investimenti in comunicazione e ricerca sul prodotto
E' come non ricordare il nome della ragazza con cui si è usciti...

I prodotti, per quanto buoni, belli o peggio utili, sono solo cose. Diventano oggetti del desiderio, che rispettiamo e addirittura amiamo, quando ad essi sono legati delle nostre personali emozioni. E Le emozioni nascono dalle esperienze

Si diventa quindi consum-attori. Sottigliezze semantiche? Vedete voi… Ma non abbiamo forse maggior piacere quando partecipiamo alla produzione? Sul web i "siti" di maggior successo sono quelli "User generated content", i cui contenuti cioè sono generati dagli utilizzatori. Dalle persone quindi, che sanno meglio ben del produttore che cosa e come desiderano

Se vivo un esperienza grazie ad un prodotto, ancor più ad una marca, gliene sarò grato, la ricorderò, ne parlerò in giro. Il trionfo, per il marketing

Naturalmente l'esperienza può essere vissuta anche dal monitor. Apple ha creato un'esperienza su second life. Quì il video

Un altro sistema che sta prendendo piede è quello dei temporary shop di cui già abbiamo parlato. Un recente esempio dalla Nivea lo prendo da Cavalieri retailing

A chi è utile questo tipo di marketing? Fondamentale nel marketing associativo:
Centri commerciali naturali, Associazioni di categoria, Marketing turistico. Sempre molto utile per consueti prodotti e servizi.

Ecco un confronto

MARKETING TRADIZIONALE

MARKETING ESPERIENZIALE

Qualità del prodotto e del servizio

Qualità dell’esperienza

Homo oeconomicus

Homo ludens

Bisogno

Desiderio e piacere

Agire di consumo razionale

Agire emozionale

Benefici e attributi

Stili di vita ed esperienza olistica di consumo

Scopi

Processi e relazioni

Come far vivere le esperienze?

La teoria, sviluppata benissimo da B.H.Shmitt nel suo ottimo libro

spiega molto bene che, per creare un’esperienza vanno coinvolti

Sensi, Sentimenti, Pensieri, Azioni, Relazioni con altre persone

Cioè?

- Sensi: far percepire il prodotto attraverso immagini, profumi, suoni, sapori. E poi farlo toccare. In certi negozi d’arredamento sta ancora scritto: “vietato sedersi”. Per carità… All’Ikea, che ne sanno, ti invitano a dormirci…

- Sentimenti: la leva irrazionale che più ci influenza. In Sardegna la birra Ichnusa è la più venduta: è forse più buona? Macché: grazie al suo nome (nome greco della Sardegna) e soprattutto quei quattro mori nell’etichetta, simbolo dell’adorata terra..

- Pensieri: certi percorsi Slowfood che ti stimolano a riflettere sul tuo stile di vita… quì un approfondimento dal blog di Andrea De Marco

- Azioni: fare le cose, è il modo di gran lunga più efficace per memorizzarle. Altro che memoria visiva od olfattiva…

- Relazioni: la cosa più importante di tutte. Quante cose facciamo perché ci mettono in contatto con altre persone? Quasi tutto… l’uomo è animale sociale. Per gli addetti ai lavori: si passa dal ROI al ROR: dal calcolo del ritorno dell’investimento monetario al ritorno dell’investimento sulla relazione: siamo proprio nel 2000

Quando si riesce a combinare tutti e cinque i tipi di esperienze, siamo nel campo delle marketing “olistico

Una altro esempio è dato dal “cosplay”: vestirsi come dei personaggi, dei fumetti, del cinema, dei videogiochi. C’è anche l’associazione nazionale… (questa l'ho presa da Ninjamarketing…)

Un altro testo fondamentale: Economia delle esperienze di Pine e Gilmore
Quì ci sono delle tavole che aiutano a spiegare il concetto. Sono tratte da Communication Village

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