e che mi faceva veramente
sentire a Natale
ed era questa...
E’ con tutto il cuore che ci auguro
serenità, pace, semplice felicità
Buon anno
Buon anno

Dopo Time anche ilriccio si assume l’onere di scegliere, tra le persone più significative del suo mondo quale sia stata la più importante dell’anno.
L’impegno è gravoso, quindi lo si farà spesso
Dopo un’attenta analisi la scelta è caduta su
Carlo Passino.
Grande uomo e notaio che non esercita più la professione da più di due anni, e se ne sente tantissimo l’assenza: questo è un vero indizio di autorevolezza.
Autorevole infatti, mai autoritario, ha saputo accompagnare la formale evoluzione del suo paese con rigore, luce, e competente ironia. Non è mai sceso in politica.
Mi fa piacere ricordare l’importanza di personalità come questa che, realmente, hanno adempiuto.
Ogni bene.
Rende bene l’idea “vi preghiamo, disturbateci” questa bella pubblicità dell’oristanese Giampolo Meloni (elon grafica). Ha vinto la menzione speciale, su 53 partecipanti, del premio nazionale dell’istituito Montecelio di roma in collaborazione con tp, l'associazione italiana dei pubblicitari professionisti, per la comunicazione pubblica locale. Bel risultato. Ma guardate poi la faccia di Andrea Iervolino. Non fa morire? Una pazienza…
Obiettivo: far percepire alle persone il cambio di mentalità da parte del personale dei Centri Servizi per il Lavoro da oggi desiderosi di farsi disturbare da tutti. Sarà vero? Provare per credere…
Strategia: il testimonial sopporta stoicamente una delle cose più fastidiose: essere tocchettati da decine di persone. E lo fa con un sorriso…
Risultati: Le visite al centro sono aumentate di oltre il 20%
Le motivazioni: originalità messaggio riferita alla volontà di cambiare mentalità del dipendente pubblico. Impegnativissimo......
Tra i giurati erano presenti i responsabili di TP-pubblicitari professionisti, l’Unione nazionale imprese di comunicazione, la federpubblicità, e diversi altri professionisti.
Bene Giampa, dài un'altra.

Un matto si aggira per gli spazi… tra Oristano, Amsterdam e Dubai!!!
Bostro il maratoneta sfida l’apatia e lo scoramento con il proprio messaggio. Message, infatti, è la missione che si è data: non è che mi sia molto chiara, a dire il vero, ma si intuisce che dietro c’è un’idea forte e molto, molto interessante: avete un bel prodotto? Può essere un’opera d’arte? Allora contatta Bostro (Andrea Mulas, ma questo poco importa) e fidati ciecamente.
Il messaggio che lui manda è questo: fiducia e collaborazione. Lo stanno aiutando un sacco di persone, senza chiedere nulla in cambio. L’altro giorno ha presentato l’idea: applausi ed entusiasmo, non si capiva da dove venissero fuori.
Artisti, artigiani, genietti e non genietti, unitevi!
Contattatelo messagexxx@tiscali.it.


Bonjour…
Una nuova ricerca commissionata dall’EIAA conferma dei dati che già supponevamo: pesante discesa dell’ascolto dei mezzi tradizionali a favore del web:
In particolare, i giovani tra i 16 e 24 anni accedono più a Internet che alla tv!
L’incremento è del 61% rispetto al 2004
Uno su quattro è connesso almeno 5 giorni alla settimana, quasi la metà dichiarano di preferire la rete alla tv e alla radio.
E gli adulti? Sopra i 55 anni l’aumento di chi accede alla rete è del 12.5%. Le donne aumentano dell’8%.
Attenzione però, questi dati si riferiscono all'Europa. L'Italia è abbastanza più indietro!
Ma che ci fanno in Internet?
Ricerche e posta superano l'80%
Comunicazione attraverso social network: 42%. Mica male...
Instant messaging: 37%
Scarica musica, ed ascolta radio: 31%
Uno su tre guarda videoclip o tv
Uno su quattro valuta classifiche e partecipa a forum (passaparola...)
Uno su cinque scrica film
A proposito: E’ uscito il loro libro, per il sole24 ore! Modestamente...
Libro mooolto interessante, non proprio per le masse, un po’ difficilotto, però veramente utile agli addetti ai lavori. Bravi, e salutate Bernard

Come se ciò che fa al computer fosse virtuale e non reale, o concreto. Basta guardarsi allo specchio in questo preciso istante e rendersi conto che non è così tanto virtuale….
Realtà virtuale poteva essere intesa vent’anni fa, o magari dieci, perché non avendola vissuta non si potevano immaginare gli effetti pratici, reali. Ora invece ci siamo, tanto più tu che sai leggendo che quindi sei su internèt. E’ reale quello che leggi o virtuale? Un libro è virtuale? Il giornale, la tv, la telefonata, ma anche la chiacchierata al bar è virtuale o reale? Per me è reale.
Ci paghi le imposte (l’effe 104), i cd, i viaggi, tottu.
Non è più virtuale. Se trasmettiamo un’informazione su questa tastiera è molto più precisa, storica, gestibile che non a voce. Burocratica. Questa realtà non è virtuale, ma burocratica.
E’ più burocratica. Nel senso che ha, comunque, una sua forma da seguire più o meno standardizzata.
Ha difetti grossolani: è talvolta ficcanaso. Ma soprattutto bisogna imparare ad usarla, una barriera all’ingresso piuttosto pesante.
Ha pregi importanti: personalizza, nella molteplicità: trovare quelle persone che hanno un similare bisogno (nel suo complesso), impossibili da trovare “realmente”, in una piccola località, ma possibili se “meta locali”: fregatene dove sono, parlagli:
Avere un ottimo prodotto oggi è banale! Devi avere un prodotto adatto!
Questo, è un grande prodotto.
Il difficile è farglielo sapere.
Cosa vogliamo, allora? Diciamocelo. Nel mio caso si parla di marketing e di formazione, naturalmente. Nel vostro? Facciamoci sapere quali cose ci servono, scambiamoci le informazioni.
Che, se ci pensiamo, è tutto lì.
Saluti reali...

Amare un prodotto?
Non diciamo sciocchezze, amare un prodotto… Eppure molti prodotti io li amo!
Vuoi vedere che è possibile?
Kevin Roberts nel suo libro Lovemarks analizza bene questo processo:
e dice che verso i prodotti possiamo avere due tipi di sentimento positivo: Amore e rispetto.
Che differenza c’è? Il rispetto è quel sentimento verso i prodotti “potenti”: i brand cioè le marche come Microsoft, Nestlè, o altri… Li rispettiamo perché sono necessari, son quasi monopolisti, non possiamo tradirli, ma certo non li amiamo. Abbiamo quasi paura di loro.
L’amore è quello verso prodotti che ci piacciono da matti, ci fanno innamorare ma dopo poco tempo quel grande fuoco passa e non rimane nulla. I prodotto di moda passeggera: ricordate il Cubo di Rubrik? Sedotto, e abbandonato. Tradito.
Ci son prodotti che non amiamo e non rispettiamo. Si chiamano commodities, e li compriamo dove e quando ci viene comodo, li usiamo e li abbandoniamo, senza neanche sapere il loro nome. I prodotti-prostituta. Benzina, caramelle e altro, non chiedetemi la marca.
Poi ci sono i Lovemarks. Quei prodotti che amiamo veramente, ci piacciono da impazzire, e che non li tradiamo mai. Se hanno un difetto non li sputtaniamo, ma avvertiamo il commerciante o il produttore dell’errore, e magari lo aiutiamo a correggerlo. Vi capita? A me sì, per esempio col mio ristorante preferito. Oppure Persol, o il Bacio Perugina, molti adorano la Playstation. Voi niente?
Dobbiamo trasformare i nostri prodotti in Lovemarks. Come? Nel libro è spiegato amorevolmente bene. C'è anche il sito, http://www.lovemarks.com/.
Tornerò comunque sull’argomento.
Con amore, e con rispetto.
