sabato 8 dicembre 2007

Realtà virtuale


Bene, uno si attacca ad internet e non più nella realtà, ma nella realtà virtuale. Certo…

Come se ciò che fa al computer fosse virtuale e non reale, o concreto. Basta guardarsi allo specchio in questo preciso istante e rendersi conto che non è così tanto virtuale….

Realtà virtuale poteva essere intesa vent’anni fa, o magari dieci, perché non avendola vissuta non si potevano immaginare gli effetti pratici, reali. Ora invece ci siamo, tanto più tu che sai leggendo che quindi sei su internèt. E’ reale quello che leggi o virtuale? Un libro è virtuale? Il giornale, la tv, la telefonata, ma anche la chiacchierata al bar è virtuale o reale? Per me è reale.

Ci paghi le imposte (l’effe 104), i cd, i viaggi, tottu.

Non è più virtuale. Se trasmettiamo un’informazione su questa tastiera è molto più precisa, storica, gestibile che non a voce. Burocratica. Questa realtà non è virtuale, ma burocratica.

E’ più burocratica. Nel senso che ha, comunque, una sua forma da seguire più o meno standardizzata.

Ha difetti grossolani: è talvolta ficcanaso. Ma soprattutto bisogna imparare ad usarla, una barriera all’ingresso piuttosto pesante.

Ha pregi importanti: personalizza, nella molteplicità: trovare quelle persone che hanno un similare bisogno (nel suo complesso), impossibili da trovare “realmente”, in una piccola località, ma possibili se “meta locali”: fregatene dove sono, parlagli:

Avere un ottimo prodotto oggi è banale! Devi avere un prodotto adatto!

Questo, è un grande prodotto.

Il difficile è farglielo sapere.

Cosa vogliamo, allora? Diciamocelo. Nel mio caso si parla di marketing e di formazione, naturalmente. Nel vostro? Facciamoci sapere quali cose ci servono, scambiamoci le informazioni.

Che, se ci pensiamo, è tutto .

Saluti reali...


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