sabato 1 dicembre 2007

Baratto



Lo scambio, l’origine del commercio. Il mestiere più antico del mondo, secondo qualcuno. Dare cioè un prodotto per un altro. In sardo, come in spagnolo, significa “a buon mercato”. Questione di punti di vista…
Se questo scambio da momentaneo diventa continuativo, se dai prodotti ci scambiamo servizi, in inglese moderno si dice partnership.
Capita sempre più spesso di crearne, ed è un sistema ad altissimo valore aggiunto. Permette rapidità, flessibilità e qualità. Dalla fornitura, in sé conflittuale, alla collaborazione: cambia proprio l’approccio.
Partire dai punti di comune interesse permetterà di affrontare, successivamente, i punti di conflitto con diverso spirito, ben più costruttivo. Pensiamo da subito: con quale altra azienda potremmo creare una partnership, una collaborazione flessibile ma continuativa?
Di più: con quali dei nostri concorrenti potremmo diventare partner? Magari proprio con quello con ci scanniamo più spesso. Sì, proprio lui! Lui è più bravo in una cosa, io in un’altra: ci specializziamo, ci scambiamo i clienti: diventiamo più competitivi, flessibili, rapidi, e riduciamo pure gli investimenti. Proviamo a pensare, e magari a scrivere: Con quale concorrente potrei collaborare? Diamogli adesso un colpo di telefono! Barattare vuol dire comunicare.
Mi viene una domanda: ma sono proprio cosi cretine le cose che sto scrivendo? Ditemelo… Perché io sono così serenamente convinto che sia uno dei pochi modi per uscire dallo stagno!
Ci concentriamo su ciò che facciamo bene, e lo miglioriamo. Se ci chiedono qualcosa in cui è più bravo il partner, bene: siamo noi a rivolgerci a lui. Riduciamo sia la battaglia sul prezzo, sia costi. Miglioriamo la qualità dei nostri prodotti, e soprattutto dei nostri servizi. E magari ci rimane un po’ di tempo per pensare a qualche nuova strategia. Da quanto tempo non ci dedichiamo a questo?
Che imprenditori siamo se non pensiamo alle nuove strategie? Quanti imprenditori stanno solo facendo gli operai? Da quanto tempo continuiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto, magari sbagliando, perché non abbiamo tempo di pensare ad una nuova strategia? Forse, di questi tempi, è la prima cosa da fare.
Il baratto però richiede fiducia: scambiare un bene con un altro bene richiede una valutazione doppia rispetto a quella bene – denaro. E non sempre i beni scambiati si equivalgono. Perciò serve il rapporto di lungo periodo. Ecco la fiducia. Per il resto però sono solo pregi.
Qualcuno vuole provare a dire la sua?

1 commento:

http://radicons.ilcannocchiale.it/ ha detto...

Caro Riccio, Ella tratta del baratto da una angolazione che potrebbe essere interessante : il baratto come veicolo di sinergia. C'è da augurarselo, anche se non è detto che possa avere questa funzione. E', il baratto, un mezzo di scambio e in quanto tale non influenza più di altri mezzi (moneta) le sinergie che Lei auspica. Di certo, invece, il baratto può far risparmiare: nella catena delle forniture, soprattutto nei distretti, si tratta semplicemente di barattare facendo compensazioni contabili, invece di muover moneta per le transazioni industriali e per muoverla andare allo sconto in banca. Quando e là dove possibile, niente assegni, niente carte di credito, niente bonifici,niente transazioni monetarie, niente fatture allo sconto: solo compensazioni bancarie e tratte girate. Questo gioverebbe alle piccole imprese, e non gioverebbe alle banche. Per questo non si fa, e non si dice di fare. Anche perché la maggior parte dei consulenti aziendali non hanno mai gestito una azienda. Cordiali Saluti . RadiconED

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