lunedì 31 dicembre 2007

Buon anno

C'era una pubblicità che mi emozionava sempre,

e che mi faceva veramente

sentire a Natale

ed era questa...

E’ con tutto il cuore che ci auguro

serenità, pace, semplice felicità

Buon anno



sabato 29 dicembre 2007

L'uomo dell'anno


Dopo Time anche ilriccio si assume l’onere di scegliere, tra le persone più significative del suo mondo quale sia stata la più importante dell’anno.

L’impegno è gravoso, quindi lo si farà spesso

Dopo un’attenta analisi la scelta è caduta su

Carlo Passino.

Grande uomo e notaio che non esercita più la professione da più di due anni, e se ne sente tantissimo l’assenza: questo è un vero indizio di autorevolezza.

Autorevole infatti, mai autoritario, ha saputo accompagnare la formale evoluzione del suo paese con rigore, luce, e competente ironia. Non è mai sceso in politica.

Mi fa piacere ricordare l’importanza di personalità come questa che, realmente, hanno adempiuto.

Ogni bene.

giovedì 27 dicembre 2007

Fastidiosissimo

Rende bene l’idea “vi preghiamo, disturbateci” questa bella pubblicità dell’oristanese Giampolo Meloni (elon grafica). Ha vinto la menzione speciale, su 53 partecipanti, del premio nazionale dell’istituito Montecelio di roma in collaborazione con tp, l'associazione italiana dei pubblicitari professionisti, per la comunicazione pubblica locale. Bel risultato. Ma guardate poi la faccia di Andrea Iervolino. Non fa morire? Una pazienza…

Obiettivo: far percepire alle persone il cambio di mentalità da parte del personale dei Centri Servizi per il Lavoro da oggi desiderosi di farsi disturbare da tutti. Sarà vero? Provare per credere…

Strategia: il testimonial sopporta stoicamente una delle cose più fastidiose: essere tocchettati da decine di persone. E lo fa con un sorriso…

Risultati: Le visite al centro sono aumentate di oltre il 20%

Le motivazioni: originalità messaggio riferita alla volontà di cambiare mentalità del dipendente pubblico. Impegnativissimo......

Tra i giurati erano presenti i responsabili di TP-pubblicitari professionisti, l’Unione nazionale imprese di comunicazione, la federpubblicità, e diversi altri professionisti.

Bene Giampa, dài un'altra.


giovedì 20 dicembre 2007

Il bostro è nostro



Un matto si aggira per gli spazi… tra Oristano, Amsterdam e Dubai!!!

Bostro il maratoneta sfida l’apatia e lo scoramento con il proprio messaggio. Message, infatti, è la missione che si è data: non è che mi sia molto chiara, a dire il vero, ma si intuisce che dietro c’è un’idea forte e molto, molto interessante: avete un bel prodotto? Può essere un’opera d’arte? Allora contatta Bostro (Andrea Mulas, ma questo poco importa) e fidati ciecamente.

Il messaggio che lui manda è questo: fiducia e collaborazione. Lo stanno aiutando un sacco di persone, senza chiedere nulla in cambio. L’altro giorno ha presentato l’idea: applausi ed entusiasmo, non si capiva da dove venissero fuori.

Artisti, artigiani, genietti e non genietti, unitevi!

Contattatelo messagexxx@tiscali.it.

venerdì 14 dicembre 2007

Esce il libro!


E’ inutile nasconderlo. E’ con grande gioia che finalmente annuncio l’uscita del nostro libro!
Il marketing semplice per la piccola impresa” è tra i primi libri libri in Italia scritti appositamente per il microimprenditore, in pratica il primo libro di marketing per tutti!
Il marketing esce dalle sordide stanze delle multinazionali e delle grandi imprese e, grazie a suo linguaggio semplice, i suoi esempi chiari, e per le necessità che vorrebbe soddisfare, si avvicina al piccolo imprenditore sotto casa.
Affronta la materia in tutti i suoi aspetti, senza mai parlare di clienti, ma di persone: siamo nel 2008, e il marketing finalmente è cambiato.
Si spazia dai concetti generali di marketing alla sua pianificazione, dalle strategie di segmentazione e posizionamento, necessarie per individuare chi è interessato ai nostri prodotti, e farsi ricordare da loro, all’analisi dei bisogni delle persone.

Dalle nuove filosofie di produzione come la partecipazione del consumatore alla produzione, fino alla rivoluzione della comunicazione, col declino della pubblicità e lo sviluppo dell’ascolto come tecnica creativa.
Scrivendolo sono stato coinvolto in una riflessione molto profonda che mi ha permesso di chiarire a me stesso innanzitutto quali sono le reali motivazioni che spingono una persona ad acquistare un prodotto, un servizio, o una semplice emozione.
L'editore è Comunicazione Italiana di Roma.
Lo presenterò sabato 22 dicembre, nella libreria di Mauro Canu, nella mia città: Oristano.

Bonjour…

Una nuova ricerca commissionata dall’EIAA conferma dei dati che già supponevamo: pesante discesa dell’ascolto dei mezzi tradizionali a favore del web:

In particolare, i giovani tra i 16 e 24 anni accedono più a Internet che alla tv!
L’incremento è del 61% rispetto al 2004

Uno su quattro è connesso almeno 5 giorni alla settimana, quasi la metà dichiarano di preferire la rete alla tv e alla radio.

E gli adulti? Sopra i 55 anni l’aumento di chi accede alla rete è del 12.5%. Le donne aumentano dell’8%.

Attenzione però, questi dati si riferiscono all'Europa. L'Italia è abbastanza più indietro!

Ma che ci fanno in Internet?

Ricerche e posta superano l'80%
Comunicazione attraverso social network: 42%. Mica male...
Instant messaging: 37%
Scarica musica, ed ascolta radio: 31%
Uno su tre guarda videoclip o tv
Uno su quattro valuta classifiche e partecipa a forum (passaparola...)
Uno su cinque scrica film

A buon intenditor....

La ricerca è stata svolta da synovate l'ho trovata dagli amici Ninja.

A proposito: E’ uscito il loro libro, per il sole24 ore! Modestamente...
Libro mooolto interessante, non proprio per le masse, un po’ difficilotto, però veramente utile agli addetti ai lavori. Bravi, e salutate Bernard

sabato 8 dicembre 2007

Realtà virtuale


Bene, uno si attacca ad internet e non più nella realtà, ma nella realtà virtuale. Certo…

Come se ciò che fa al computer fosse virtuale e non reale, o concreto. Basta guardarsi allo specchio in questo preciso istante e rendersi conto che non è così tanto virtuale….

Realtà virtuale poteva essere intesa vent’anni fa, o magari dieci, perché non avendola vissuta non si potevano immaginare gli effetti pratici, reali. Ora invece ci siamo, tanto più tu che sai leggendo che quindi sei su internèt. E’ reale quello che leggi o virtuale? Un libro è virtuale? Il giornale, la tv, la telefonata, ma anche la chiacchierata al bar è virtuale o reale? Per me è reale.

Ci paghi le imposte (l’effe 104), i cd, i viaggi, tottu.

Non è più virtuale. Se trasmettiamo un’informazione su questa tastiera è molto più precisa, storica, gestibile che non a voce. Burocratica. Questa realtà non è virtuale, ma burocratica.

E’ più burocratica. Nel senso che ha, comunque, una sua forma da seguire più o meno standardizzata.

Ha difetti grossolani: è talvolta ficcanaso. Ma soprattutto bisogna imparare ad usarla, una barriera all’ingresso piuttosto pesante.

Ha pregi importanti: personalizza, nella molteplicità: trovare quelle persone che hanno un similare bisogno (nel suo complesso), impossibili da trovare “realmente”, in una piccola località, ma possibili se “meta locali”: fregatene dove sono, parlagli:

Avere un ottimo prodotto oggi è banale! Devi avere un prodotto adatto!

Questo, è un grande prodotto.

Il difficile è farglielo sapere.

Cosa vogliamo, allora? Diciamocelo. Nel mio caso si parla di marketing e di formazione, naturalmente. Nel vostro? Facciamoci sapere quali cose ci servono, scambiamoci le informazioni.

Che, se ci pensiamo, è tutto .

Saluti reali...


venerdì 7 dicembre 2007

Saponette e marketing virale

C'è che dice che fare pubblicità oggi sia solo una grande perdita di tempo e di denaro, come cercare un ago in un pagliaio.

E' convinto che sia molto più efficace il marketing virale,
cioè il passaparola in rete.
Non so se abbia ragione, ma mi piace come lo dice.


giovedì 6 dicembre 2007

Amare un prodotto?



Amare un prodotto?


Non diciamo sciocchezze, amare un prodotto… Eppure molti prodotti io li amo!
Vuoi vedere che è possibile?

Kevin Roberts nel suo libro Lovemarks analizza bene questo processo:

e dice che verso i prodotti possiamo avere due tipi di sentimento positivo: Amore e rispetto.

Che differenza c’è? Il rispetto è quel sentimento verso i prodotti “potenti”: i brand cioè le marche come Microsoft, Nestlè, o altri… Li rispettiamo perché sono necessari, son quasi monopolisti, non possiamo tradirli, ma certo non li amiamo. Abbiamo quasi paura di loro.

L’amore è quello verso prodotti che ci piacciono da matti, ci fanno innamorare ma dopo poco tempo quel grande fuoco passa e non rimane nulla. I prodotto di moda passeggera: ricordate il Cubo di Rubrik? Sedotto, e abbandonato. Tradito.

Ci son prodotti che non amiamo e non rispettiamo. Si chiamano commodities, e li compriamo dove e quando ci viene comodo, li usiamo e li abbandoniamo, senza neanche sapere il loro nome. I prodotti-prostituta. Benzina, caramelle e altro, non chiedetemi la marca.

Poi ci sono i Lovemarks. Quei prodotti che amiamo veramente, ci piacciono da impazzire, e che non li tradiamo mai. Se hanno un difetto non li sputtaniamo, ma avvertiamo il commerciante o il produttore dell’errore, e magari lo aiutiamo a correggerlo. Vi capita? A me sì, per esempio col mio ristorante preferito. Oppure Persol, o il Bacio Perugina, molti adorano la Playstation. Voi niente?

Dobbiamo trasformare i nostri prodotti in Lovemarks. Come? Nel libro è spiegato amorevolmente bene. C'è anche il sito, http://www.lovemarks.com/.

Tornerò comunque sull’argomento.

Con amore, e con rispetto.

sabato 1 dicembre 2007

Baratto



Lo scambio, l’origine del commercio. Il mestiere più antico del mondo, secondo qualcuno. Dare cioè un prodotto per un altro. In sardo, come in spagnolo, significa “a buon mercato”. Questione di punti di vista…
Se questo scambio da momentaneo diventa continuativo, se dai prodotti ci scambiamo servizi, in inglese moderno si dice partnership.
Capita sempre più spesso di crearne, ed è un sistema ad altissimo valore aggiunto. Permette rapidità, flessibilità e qualità. Dalla fornitura, in sé conflittuale, alla collaborazione: cambia proprio l’approccio.
Partire dai punti di comune interesse permetterà di affrontare, successivamente, i punti di conflitto con diverso spirito, ben più costruttivo. Pensiamo da subito: con quale altra azienda potremmo creare una partnership, una collaborazione flessibile ma continuativa?
Di più: con quali dei nostri concorrenti potremmo diventare partner? Magari proprio con quello con ci scanniamo più spesso. Sì, proprio lui! Lui è più bravo in una cosa, io in un’altra: ci specializziamo, ci scambiamo i clienti: diventiamo più competitivi, flessibili, rapidi, e riduciamo pure gli investimenti. Proviamo a pensare, e magari a scrivere: Con quale concorrente potrei collaborare? Diamogli adesso un colpo di telefono! Barattare vuol dire comunicare.
Mi viene una domanda: ma sono proprio cosi cretine le cose che sto scrivendo? Ditemelo… Perché io sono così serenamente convinto che sia uno dei pochi modi per uscire dallo stagno!
Ci concentriamo su ciò che facciamo bene, e lo miglioriamo. Se ci chiedono qualcosa in cui è più bravo il partner, bene: siamo noi a rivolgerci a lui. Riduciamo sia la battaglia sul prezzo, sia costi. Miglioriamo la qualità dei nostri prodotti, e soprattutto dei nostri servizi. E magari ci rimane un po’ di tempo per pensare a qualche nuova strategia. Da quanto tempo non ci dedichiamo a questo?
Che imprenditori siamo se non pensiamo alle nuove strategie? Quanti imprenditori stanno solo facendo gli operai? Da quanto tempo continuiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto, magari sbagliando, perché non abbiamo tempo di pensare ad una nuova strategia? Forse, di questi tempi, è la prima cosa da fare.
Il baratto però richiede fiducia: scambiare un bene con un altro bene richiede una valutazione doppia rispetto a quella bene – denaro. E non sempre i beni scambiati si equivalgono. Perciò serve il rapporto di lungo periodo. Ecco la fiducia. Per il resto però sono solo pregi.
Qualcuno vuole provare a dire la sua?

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