sabato 24 novembre 2007

Monello Natale a tutti...


Natale è quasi passato e noi siamo ancora così…

E’ il momento dei grandi acquisti, e nessuno parla di noi! Ahi ahi…

Gli acquisti che noi facciamo stanno tra due categorie: prodotti utili, e prodotti edonistici. Questi ultimi, crisi o non crisi sopravanzano di gran lunga i primi e sono prodotti che non soddisfano bisogni, ma desideri, piaceri. Inutili, ma belli.

Natale in particolare è periodo di regali dedicato quindi più all’acquisto di prodotti piacevoli che utili. Non esclusivamente, beninteso. Ma certamente mentre il prodotto utile me lo compro da solo, quello piacevole è più spesso oggetto di regalo.

E' quindi il periodo della grande differenza tra compratore, cioè chi fa il regalo, e consumatore, sempre che lo consumi, cioè chi lo riceve. Compito del negozio è soddisfare il compratore, mentre il prodotto soddisfa il consumatore. Sono due “cose” e due persone completamente diverse.

Il negozio, è composto dalla sua struttura cioè il locale e gli arredi, ma soprattutto dalle persone che lo popolano, commessi ed altri clienti. Questi aumentano il piacere che stimola gli impulsi all’acquisto. Gli oggetti edonistici, essendo “inutili” sono molto più soggetti all’acquisto d’impulso. Vuol dire che la decisione d’acquisto è spesso immediata e dettata più dalle caratteristiche del punto vendita che non dal prodotto stesso. Ma come far arrivare le persone nel punto vendita?

E qui nasce un altro ragionamento che a me interessa: il passaparola. Attenzione, molto importante: i prodotti edonistici sono quelli che beneficiano anche del passaparola negativo!

Devono essere però prodotti di nicchia, buoni per pochi, cattivi per la massa. Ma per quei pochi… chissà che dopo non coinvolgano la massa, sapete come spesso succede!

La cosa bellissima del passaparola negativo è che è molto più potente e veloce di quello positivo. Parlar male piace più che parlar bene, ahimè. Quindi, se i nostri prodotti posseggono in sé qualcosa di edonistico, cioè di inutile ma bello, piacevole, addirittura trasgressivo, visto che sempre più prodotti lo sono, potrebbe essere il momento di sfruttare questo potente e gratuito mezzo. Un po’ pericolosetto però, facciamo attenzione. Torna il vecchio detto: parlatene male, basta che se ne parli.

Quali sono i prodotti adatti al PP negativo?

Quelli trasgressivi sono più legati alle tendenze che non alle mode;
poi certi libri, film, musica, arte in genere;
ancora, alcolici non tradizionali (un cocktail è più adatto che non un vino) , certo abbigliamento, locali, gioielli e bigiotteria, ma anche alcuni prodotti legati alla tecnologia della comunicazione.

Tutto ciò che soddisfa piaceri. Niente di più trasgressivo di un piacere.

Si sconsiglia vivamente l’uso del PP negativo per prodotti come alimenti tradizionali, medicinali, consulenze, assicurazioni e finanza, prodotti per l’educazione e per l’infanzia… mi raccomando…

Bene signori, monello natale a molti, allora, ma non a tutti

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