giovedì 15 novembre 2007

I Pali



Uno degli argomenti più interessanti dell'incontro è stato sollevato da Giovanni Jova.

Alex faceva l'esempio di A-style che, attraverso una campagna di "street marketing" è diventata una marca amatissima prima ancora che nascesse il prodotto.


Cos'è intanto lo street marketing?
E' quello fatto per strada, nello specifico tanti adesivi appiccicati nei pali dei semafori, cartelli stradali eccetera. La gente li ha notati, anche perchè il logo riprodotto negli adesivi era particolarmete intrigante.

Chiariamo: inutile rifarlo ora, (almeno a Milano e simili) visto che l'hanno già fatto, quindi non sarebbe più originale ma solo molto fastidioso. La strategia va aggiornata.

Jova allora giustamente chiede: "quali sono i nostri pali"?

Dove dobbiamo sviluppare la nostra comunicazione?

Una comunicazione che non disturba avviene dove, e quando, essa è desiderata.
Dobbiamo capire quindi in quali momenti le persone desiderano il nostro prodotto.

E già sappiamo quando deve essere fatta la comunicazione.

Per il dove vale lo stesso discorso: in quali luoghi il mio prodotto è più desiderato? Anche il luogo comunica, serve quindi un luogo coerente col nostro prodotto. Due messaggi coerenti (luogo e promozione) si rafforzano.

Il discorso si può fare più interessante: con quali altri prodotti viene consumato il nostro? Jo: un locale notturno si accosta alla birra o a certe bevande, a un certo abbigliamento, a certa musica. A un certo stile di vita e comunque ad una situazione di consumo alla quale partecipano numerosi prodotti.

I nostri pali saranno i posti, magari i negozi, dove questi altri prodotti si vendono. Anche loro ne saranno avvantaggiati.
Una persona infatti non compra un biglietto per entrare a ballare. Compra una bella serata.
Non compro una macchina: prendo un salottino con cui spostarmi con gli amici.

Quando vedo altri prodotti che si utilizzano assieme al mio, questi mi aiutano a raffigurare la situazione (piacevole) di consumo, quindi contribuiscono a farla desiderare. In quel momento la comunicazione è più efficace, ed è il momento per promuovere tutti i prodotti che partecipano alla situazione, presi nel loro insieme, non uno a uno.

Ecco cosa intendo quando penso che le imprese devono cominciare seriamente a collaborare:

La comunicazione può riguardare infatti il singolo prodotto, ma non c'è sinergia di comunicazione se non l'associo agli altri che con esso si consumano. Non descrivono la piacevole situazione che si cerca con l'utilizzo del nostro prodotto.

Collaboriamo allora con le aziende che vendono prodotti complementari al nostro. Le persone avranno piacere nel ricevere il messaggio, che sarà completo perchè descrittivo. Se il messaggio è gradito viene ascoltato, memorizzato e ritrasmesso a sua volta. Benedetto passaparola!

E magari le nostre spese di divideranno tra più aziende. Anche quest'aspetto non dovrebbe guastare.

Cominciamo a farlo? Qualcuno vuol proporsi in questo senso? Cominciamo però da subito, postate le vostre proposte. Quali sono le aziende che vendono prodotti che si consumano col nostro? Chiediamo a loro!
E' anche così, che nascono le idee.

Parliamo nel blog, o rivolgiamoci alle aziende del portfolio, che c'è nel sito. Loro hanno già seguito il Corso. Tutte sono già sensibili all'argomento.

Dài

2 commenti:

Anonimo ha detto...

perfettamente d’acordo a me piacerebbe stampare delle cartoline, magari con gli auguri per le prossime feste (natale e fine anno) stampandole assieme, per almeno 10 attività, si potrebbe abbattere notevolmente il costo. qualcuno interessato? M&C grafica OR

Furbizio ha detto...

Una iniziativa che mi è piaciuta "Targata Andrea Riccio" è stata quella di offrire il caffè a tutti i clienti di un bar per promozionare il corso di marketing, non è certo un palo per la strada, ma è un PALO GIGANTE. Anche perchè se l'obiettivo è quello di far parlare di se, si è centrato l'obiettivo!!! Anche a costo di sentri dire "ma chi è il pazzo che mi sta offrendo il caffè?". ANDREA RICCIO è il pazzo che ha trovato un modo garbato e non invasivo per far parlare di se. Bravo Andrea

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