
Oggi un quarantenne può esser giovane nel fisico, ma non nella mente. Penso: chi è un ventenne oggi? A quale pianeta alieno al nostro appartiene? Come ragiona, cosa fa e soprattutto come interagisce, e con chi?
Vi ricordate quante differenze ci separavano dai nostri padri? Solo una stupida presunzione può farci dimenticare che, altrettante, non ci separino dai figli nostri. Ma oggi al quadrato. Pensiamo a quant’è cambiato il mondo negli ultimi cinque anni (cinque, non cinquanta!), per intuire la differenza. Dico intuire perché, insisto, non la possiamo capire.
Un internet nativo, uno della generazione “Y” nato con un computer in casa possiede una naturale dimestichezza con l’informatica e le connessioni che lo rendono sostanzialmente diverso da un internet migrante, tanto quanto un madrelingua è diverso da chi la lingua l’ha imparata a vent’anni
Ma un ventenne della generazione “M”-obile ha proprio un’altra mente. Egli è nato interconnesso e la connessione la porta in tasca, non nella scrivania. Perciò gli è naturale esserlo ed è circondato da giovani come lui. Un altro sistema di relazioni ti fa diventare un’altra persona hai un altro ruolo in società
E pensare che un quarantenne è considerato un giovane. La penseranno così, i ventenni?














